Grande successo all’inaugurazione della mostra I Segni del Paesaggio a Santa Maria Capua Vetere

La cittadinanza ha risposto positivamente all’inaugurazione della mostra I Segni del Paesaggio tenutasi ieri al Museo Archeologico dell’Antica Capua.

Oltre i cittadini, rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Sindaco Antonio Mirra e l’Assessore alla Cultura Anna Maria Ferriero, del mondo accademico e delle associazioni, tra cui i Lions Club, hanno assistito all’incontro introduttivo tenuto dal Direttore del Museo Ida Gennarelli, dal Direttore Regionale Musei Campani Marta Ragozzino e dal Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo Rosanna Romano.

Essa si suddivide in tre parti:

  • I segni del paesaggio: l’Appia e Capua a Santa Maria Capua Vetere
  • I segni del paesaggio: Sant’Elmo e i castelli della Campania a Castel Sant’Elmo a Napoli
  • I segni del paesaggio. La via Appia e i castelli della Campania

Il tema centrale, infatti, è la storia archeologica, sociale e culturale della Regina Viarum, che solo in Campania si estende per ben 196 km. Già nel 2016 la strada romana fu inserita nel progetto strategico nazionale del Ministero della Cultura (MiBACT), approvato dal CIPE e denominato Appia Regina Viarum, consolidato anche dalla delibera n. 94/2018 Approvazione Schema Accordo Operativo Progetto Appia Regina Viarum.

Valorizzazione e messa a sistema del cammino lungo l’antico tracciato romano. Come ha dichiarato ieri la Romano: “Questa cornice concettuale concorre a recuperare e valorizzare il patrimonio archeologico della strada romana che ha svolto un ruolo fondamentale nell’antichità, mantenendo, per lungo tempo, non solo il significato e la funzione di strumento di espansione egemonico-militare dell’Urbe ma anche quelli di elemento di raccordo fra territori, commerci e culture.”

Non solo la Capua romana ma anche il medioevo che possiamo ammirare lungo questa strada a Cellole, Mondragone, Sessa Aurunca ed altre città e borghi nel Casertano. Un progetto che coinvolge anche la provincia di Benevento ed Avellino, con le loro bellezze storico-archeologiche.

La Rizzo, invece, si è soffermata sull’importanza dei castelli:”Il sistema dei castelli della Campania, scelti come segni esemplari ed eloquenti della stratificazione e distribuzione del nostro paesaggio culturale e per questo al centro di un importante intervento di valorizzazione territoriale, realizzato dalla Direzione regionale Musei Campania nell’ambito del POC regionale 2014-20.

Una via capace di incidere sul paesaggio, attraverso un’antropizzazione che si è evoluta dal mondo antico a quello medievale. Dall’intervento, che muoveva dalla necessità di conoscere e raccontare meglio il territorio e le sue emergenze monumentali e museali, anche per favorire la partecipazione attiva della comunità, discendono le due mostre permanenti allestite nel Museo Archeologico dell’antica Capua a Santa Maria Capua Vetere e nel Castel Sant’Elmo a Napoli. Tutti i musei e le aree archeologiche sono state coinvolte, come moderne stationes per viaggiatori contemporanei.

La Gennarrelli, emozionatissima e soddisfatta per la partecipazione attiva dei cittadini ma anche di personalità che tempo addietro hanno accresciuto l’importanza del museo sammaritano, ha tagliato il nastro tricolore ed ha esemplarmente spiegato ai vari gruppi di visitatori l’importanza dei reperti in mostra, tra cui le statue, i pavimenti, le tombe. Anche il Sindaco ha manifestato l’importanza di investire sempre più sul tratto sammaritano dell’Appia, che è ricco di storia ed archeologia, come anche rendere migliore la fruibilità e la visibilità dei monumenti, come accadrà per l’Arco Adriano, che sarà illuminato di sera dopo il restauro.

Piccoli, adulti ed anziani hanno ammirato reperti mai visti, emozionandosi, ponendo domande e ascoltando le guide. Un progetto di ampie vedute, questo sull’Appia, che ha permesso di ricostruire in modo più dettagliato, anche grazie alle ultime scoperte, l’evoluzione storica delle varie città e dei diversi borghi, disseminati lungo questa vetusta strada.

Perché, come hanno spiegato gli archeologi e i geografi che studiano questo tragitto, una strada porta evoluzione sia in ambito civico che commerciale, senza dimenticare mai il piano della sacralità sia rivolta agli dei o agli imperatori divinizzati sia ai defunti. Infatti, lungo la via Appia, si ergevano anche monumenti funerari, a volte semplici lapidi, altre vere e proprie bellezze artistiche.

E’ nostro dovere di cittadini, dunque, preservare, conservare, tutelare e far conoscere i nostri tesori, senza mai dimenticare che dietro un Museo o una mostra ci sono persone che amano mostrare a tutti le bellezze del proprio territorio, che lavorano quotidianamente tra delibere, approvazioni, fondi, scelte logistiche non sempre semplici e gestibili.

Un plauso quindi a tutti, in questo caso, ai direttori dei musei e delle aree archeologiche, ai docenti di Università, che continuano a ricercare e scoprire, alla Regione ed ai politici di ambito culturale, tutti uniti lungo l’Appia, la Regina Viarum.