Heddi Goodrich presenta il libro “Perduti nei Quartieri Spagnoli” alla libreria Giunti di Caserta

Casertalegge - Scrittori in città. Al via la rassegna targata Giunti curata da Giuseppe Bellone, nella città che sfida la crisi dell'editoria a suon di libri venduti e scrittori di talento.

Caserta non conosce crisi sul fronte dei libri, venduti e scritti. E sopratutto non cala l’attenzione quando si tratta di approfondire temi con autori, editori e quando si tratta di mettersi alla prova attraverso laboratori di scrittura e comunicazione creativa. Lo attestano il proliferare di eventi e di incontri, di circoli dei lettori e appuntamenti che mai deludono le attese degli organizzatori in termini di presenze e consensi. Un pubblico che include anche e sempre più i bambini, con attività e pubblicazioni che fanno rete con genitori e scuola.

E in un panorama così dinamico non poteva mancare la libreria Giunti al Punto ,  riferimento al centro della città della storica casa editrice fiorentina nata nel 1841 e oggi capogruppo del terzo gruppo editoriale italiano.

E per farlo ha puntato sulle sue collaudate arme vincenti: cultura e qualità. Una sfida facile per il marchio che si è aggiudicato nel 2017, per la quinta volta consecutiva negli ultimi sei anni, l’importante riconoscimento “Company to watch” da Databank-Cerved Group per il mercato dell’editoria, in una città che sempre più spesso lega il suo nome a scrittori tra i più quotati del panorama contemporaneo.

E così da marzo a maggio la libreria Giunti al punto di Caserta giocherà al rialzo con un calendario di incontri organizzati da Giuseppe Bellone, direttore del festival letterario “Capua Luogo della Lingua” che da 14 edizioni celebra i linguaggi nella storica città che nel 960 diede i natali alla lingua italiana con il Placito Capuano, primo documento in volgare documentato alla storia.

I primi tre appuntamenti del mese della rassegna prevedono in città, oltre all’americana Heddi Goodrich, il candidato al Premio Strega Piero Sorrentino autore del libro “Un cuore tuo malgrado” (Mondadori) e lo scrittore Pino Imperatore con il suo nuovo romanzo “Con tanto affetto ti ammazzerò” (Dea Planeta).

Prima dell’estate una grande festa del Libro e della lettura chiuderà la rassegna.

Ad inaugurare la rassegna, giovedì 21 marzo alle 18.30, ci sarà HEDDI GOODRICH, autrice di PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI (Giunti).
Con la scrittrice americana dialogheranno Nadia Verdile, giornalista e scrittrice Nicoletta Alaia, anglista.

L’autrice
Heddi Goodrich è nata a Washington nel 1971. Arriva per la prima volta a Napoli nel 1987 per uno scambio culturale e, tranne brevi periodi di ritorno negli Stati Uniti, vi soggiorna fino al 1998. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Istituto Universitario Orientale. Insegnante, tiene un blog bilingue su traduzioni, letteratura e curiosità dell’italiano e dell’inglese (Il buono, il brutto e l’ulivo). Vive a Auckland, Nuova Zelanda, con il marito e due figli. “Perduti nei Quartieri Spagnoli” è il suo primo romanzo.

Il libro
Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all’Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un’immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall’empatia, da un bisogno di radicamento e dall’entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l’un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in italiano letterario, tanto più sorprendente considerando che l’autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d’amore: per una città e per un giovane uomo. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l’emancipazione rappresentata dall’amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra.