“Histoire femme, Stelle di Natale”: la storia delle donne nel mondo delicato e ostinato di Claudia Mazzitelli

Claudia Mazzitelli

Claudia Mazzitelli, casertana d’origine, è sulla scena espositiva da circa trent’anni, ma già nell’adolescenza ottenne importanti consensi. La sua ricerca artistica si è sviluppata partendo da un realismo espressionistico dalle cromie molto accese toccando tematiche sociali legate al disastro dell’uso di beni consumistici, all’inquinamento, alla denuncia della perdita del saper fare attraverso la manualità. Successivamente la sua attenzione si è spostata verso la realtà femminile del nostro tempo.

La rassegna d’arte di Claudia Mazzitelli “ Stelle di Natale”, inaugurata il 21 novembre nel suo atelier Artime e curata dallo storico e critico d’arte Angelo Calabrese, conduce al cuore del suo pensiero e della sua azione artistica attraverso le silhouette immateriali e materiche nello stesso tempo: definite pittosculture proprio per l’ambivalenza e commistione di disegno evanescente e costruzione di forme che tendono dalla bidimensionalità alla terza dimensione.

Ogni opera viene arricchita con tessuti preziosi in seta di San Leucio, pelle, paillettes, lana, cotone, perle, perline, merletti e nastri ai quali si aggiungono gioielli originali ed esclusivi propositivamente creati per una concreta aderenza alle dimensioni socio-psicologiche di ogni donna rappresentata. La seta propone nel messaggio artistico la metafora per cui, quel baco che si tesse il bozzolo in cui compiere la trasformazione in crisalide e poi in farfalla adulta, ripropone la natura femminile capace di crescita individuale e rigenerazione per sbocciare e librarsi sottoforma di altro, sempre oltre.

Il punto di riferimento e il personaggio che ha ispirato l’artista è stata una donna dotata di grande bellezza, intelligenza e carisma: Palma Bucarelli, la signora dell’arte contemporanea in Italia e la prima donna alla direzione di un museo pubblico. Per trent’anni, dal 1942 al 1975 è stata alla guida della Galleria d’arte moderna di Roma. Dunque intellettuale raffinata e coraggiosa, protagonista di una rivoluzione culturale che ha consentito all’Italia di accostarsi ad una ricerca artistica d’avanguardia. Claudia Mazzitelli si è identificata nella continuità di questo personaggio che ha davvero dominato il mondo con la sua  disarmante volitività.

Il fermento creativo di Claudia Mazzitelli, inteso come necessità di estroflettere idee e mettere in comunicazione cuore e cervello, la spinge a ricercare materiali adeguati, idonei ad esprimere temi attuali attraverso la sua interiorità che passa da un grande lavoro manuale. Sono nati così questi personaggi femminili, a tratti fantastici, irreali e misteriosi che ci attraggono per poi riportarci in una dimensione reale e attuale; donne certamente, che non mostrano gli occhi per non essere scrutate e conosciute nella loro interiorità; raccolte nella loro bellezza sigillata sempre dal rosso delle loro labbra.

L’artista esprime la sua necessità di preservare l’idea intima e vera delle cose, per custodirla nello scrigno più caro e più segreto della memoria.

I serici cappelli modellati a misura dei richiami metaforici, concorrono a celare i tanti segreti del mondo femminile. Coniugando arte e società la Mazzitelli propone donne che sono sempre anche dive. Dalla loro identificazione esterna con dettagli, colori diversi, si intuisce cosa vogliono.

Tutte diverse, ma tutte uguali,  per rappresentare il femminino intuitivo (il das Ewigweibliche nel Faust di Goethe);  l’attaccamento alla vita nel segno della Donna con la lettera maiuscola a significare la specificità di genere che pur avendo raggiunto autonomia , emancipazione, ha profondità, leggerezza e forza che è luce perché portatrice di vita e pace.

Tutte uguali, ma tutte diverse, perché ognuna autonoma e libera  di esistere in base ai propri sogni, tendenze, scelte e competenze come tutte le donne nel mondo.

Ecco che l’Histoire Femme diventa un’invenzione di Claudia Mazzitelli, perchè prima dominava la scena unicamente l’Histoire Homme: la storia fatta dall’uomo. L’artista però non è scivolata nelle sabbie mobili del femminismo autopunitivo; ha piuttosto dato rilievo ed attenzione all’impegno delle donne che come afferma l’Ariosto, son venute in eccellenza in ogni opra cui hanno posto mano. I topoi femminili ricordano che attraverso i secoli sono state cantate dai poeti epici come amanti e guerriere, eredi di eroine bibliche, testimoni e portatrici dell’amore per la libertà.

Molte opere di piccolo formato sono un’ incentivazione al collezionismo.

Angelo Calabrese ha pescato nella sua immensa conoscenza letteraria dei versi di Umberto Saba.

Da “Trieste e una donna.” …una donna! A scordarla ancor m’aggiro… solo io qui a sentirmi sperso, se più di lei la mia città non riempio, spoglio per essa, e senza altare il tempio dell’avvenire.

E dalla sua immensa cultura ne ha creati altri apposta per quest’occasione:

Quelle di Natale, donne e dive: documenti e sentimenti di idee. (Sentimenti che vengono da un’idea/ideale. Documenti perché ci sono delle vesti, dei gioielli come ornamenti.)

Ciascuna dipinta tra Sole e Luna, variopinta fanno l’altra metà del cielo.

Mutabili-immutabili, creature dei prati in terra danno semi e valori; perenni primavere fioriscono dai fiori, donando amore, solo bene di non fioche lucciole.

Sono rappresentate, se non in tutte, le sostanze delle diversificazioni, certamente in gran parte, fin dove le ha configurate l’arte Stelle che sugli steli resistono ai venti e anche nel dolore han gli occhi sorridenti, nel segreto profondo celano quei misteri che mai conoscerai se non per dono esclusivo di fedeltà assoluta.

Decidono del loro e del nostro destino: della letteratura della vita fanno alata poesia, in prefazioni, testi, note e commenti e sono convincenti: a loro piace generare solamente uomini di pace, perciò attente scrutano nei cieli le macchine di guerra, gli alati bombardieri, della scienza sapiente doni mortiferi.

Se scegli la stellina, che in sintonia risponde alla virtù, cui assimili il tuo vincolo dell’amicizia o quello dell’amore che non muore, stupefacente sarà la meraviglia. Apprenderai a conoscerti tra quei nati delle viventi stelle che i frutti della semina mai voller macinati e leggerai negli occhi degli anni sempre più amati la sempreviva infanzia affascinata dal potere fecondo d’edificare degli argomenti umani il sacro mondo.

Questo è il sentiero tracciato e modellato dell’Histoire Femme di Claudia Mazzitelli per ricordare che spetta da sempre alle responsabili Signore dell’Armonia, custodi della vita, riproporre spazi migliori all’umanità, per una più degna continuità, nel diritto ad essere felici nella qualità dell’esistenza a venire.

La mostra è visitabile fino al 21 dicembre presso Artime , viale Abramo Lincoln, 28 a Caserta

 

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