La morte di un simbolo. I vandali si accaniscono sulla panchina rossa di Piazza Vanvitelli ormai inutilizzabile

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La fotosegnalazione sul canale Facebook di cittadinanza attiva di Ciò che vedo in Città

Caserta. La panchina Rossa di Piazza Vanvitelli, restaurata e “dedicata” dai volontari dell’associazione Generazione Libera nel 2016, è stata vandalizzata per l’ennesima volta.  E’ stata la prima panchina in città ad essere scelta come simbolo di una battaglia sociale.

“Se si concede la libertà di compiere scempi come questo, in piazza Vanvitelli, a poche decine di metri dal Comune, che speranze abbiamo per l’intero territorio”? Si chiede Piergiorgio Aglione autore della pubblicazione.

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Purtroppo bisogna convenire che l’assenza di ottimismo del signor Aglione posa su solide fondamenta, se consideriamo che nel gennaio dello scorso anno la stessa notizia era stata pubblicata sulla pagina Facebook del Coasca – Coordinamento Associazioni Casertane, che ne faceva rilevare il triste deterioramento causa dei numerosi atti vandalici.

Un pò di storia. Nel novembre del 2017 era stata inaugurata ufficialmente alla presenza del sindaco Carlo Marino, dichiarata panchina simbolo della Giornata contro la Violenza sulle Donne. Ma negli anni purtroppo ha continuato a subire numerose azioni rovinose ad opere di teppisti.

Rimessa a nuovo, l’8 marzo del 2019 in occasione di quella Giornata della Donna, è ancora tornata a vita nuova per ricordare a tutta la città di Caserta l’impegno contro la violenza nei confronti del genere femminile.

Il suo restauro è durato poco, nel giro di due anni, nuovamente le assi divelte e le frasi simboliche ed evocative scritte su di esse hanno cominciato a cancellarsi.

Nel gennaio del 2023 l’ultimo vandalismo. Parlammo all’epoca dei fatti con Mimmo Rosario Laudato, presidente di Generazione Libera e responsabile provinciale di Libera, che si era detto deluso e deciso a non intervenire più: “Siamo molto dispiaciuti, si tratta della prima panchina “dedicata” installata in città e negli anni ha subito numerose azioni vandaliche”, raccontava.

“Quando abbiamo trovato la panchina nel 2016 era già divelta e pensammo di ripararla e utilizzarla come un simbolo. I ragazzi di GL si misero all’opera e ne uscì una bella cosa, sulla panca vennero scritte delle frasi contro la violenza, ogni ragazzo ne scelse una.

E’ proprio per questo che si distingue dalle altre panchine che poi sono state realizzate. Da una panchina in disuso ne facemmo un’opera, una panchina simbolo, chi passava poteva leggere delle frasi contro la violenza delle donne e sentirsi in qualche modo sensibilizzato.

Al momento non pensiamo di ripararla di nuovo, lo abbiamo fatto troppe volte. Siamo dispiaciuti ma stanchi”, aveva concluso scoraggiato, e a ragione.

E cosi è stato, dallo scorso anno, non solo la panchina non è stata riparata e restaurata, ma ovviamente continua a subire vandalismi, al punto da essere diventata inutilizzabile per la sua funzione originaria, quella di seduta pubblica, ma inutilizzabile e depauperata della sua simbologia anche per quanto riguarda la presenza iconica contro la violenza di genere, ma in definitiva contro ogni forma di violenza.

Noi ci chiediamo, è vero che Caserta ha numerosi problemi e questioni centrali importanti a cui pensare, molte di queste anch’esse in sospeso, e nella fattispecie non vogliamo fare un’analisi  sulle questioni attinenti al vandalismo giovanile, grave problema culturale e sociale della nostra terra, e all’assenza videosorveglianza, però la panchina è collocata in una zona molto importante, la piazza borbonica più bella del territorio, posta “a guardia” della Casa Comunale.

Com’è possibile che nessuno, nè un consigliere comunale, nè un attivista, nemmeno un volenteroso dei movimenti civici, passandole innanzi si sia sentito un pò rodere, e abbia mai pensato a rimetterla in sesto in questo tempo? E’ vero, è faticoso e deludente fare un lavoro che molto probabilmente verrà nuovamente “violentato”, ma così è una resa. Devono sempre vincere loro?