Il Coronavirus sta ammazzando l’economia: anche a Caserta movida ai minimi storici per le strade principali 

Movida deserta
GIORDANI
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Il Coronavirus non uccide solo persone già instabili fisicamente, agisce anche su attività commerciali che di per sé faticano a battere cassa regolarmente.  Come ogni sabato sera ci si aspettava un centro città affollato di giovani, la movida avrebbe dovuto invadere strade e locali,  eppure niente di tutto questo.

È bastato percorrere le poche strade principali del centro di Caserta per capire che il COVID-19 ha agito senza trasmissione. In effetti sembra più un virus che attecchisce sulle menti che sulla salute delle persone.

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Sicuramente le raccomandazioni delle autorità governative hanno avuto effetto con i loro: “rimanete in casa”, “evitate contatti”, “trattenete i saluti affettuosi”, tuttavia qualche giovane, magari imprudente, per le strade c’era.

Far fronte all’emergenza non significa di certo far scoppiare il panico fra i cittadini. Piuttosto servirebbe sensibilizzarli – come troppo poco si sta facendo – ad assumere delle normali, e quanto meno usuali, norme di profilassi.

Il problema più serio è che ad avere maggiore paura non sono soltanto veneti, lombardi e il resto d’Italia e d’Europa, bensì i commercianti, come quelli di Caserta, che vedono sempre meno gente frequentare i loro locali.

È vero che qualche giovane per strada c’era ma, senza ombra di dubbio, si può dire che questa volta la movida fosse ai minimi storici.

Stando alle ultime disposizioni in materia di prevenzione del virus, gli Enti regionali e comunali hanno disposto per le attività commerciali misure che regolano i flussi di consumatori, impattando in modo decisivo l’economia locale prima di tutto.

Concretamente, nei locali i consumatori non ci sono più. Ad esempio, in alcuni bar del Centro casertano da quasi una settimana è in discesa il numero di incassi e sabato sera è colato a picco completamente. Se non fosse per quei dieci clienti che ancora popolano qualche attività – come dichiarato da alcuni commercianti – non si riuscirebbe a far fronte alle spese minime di gestione.

Di fatto, è bastato scorgere lo sguardo sulle vetrine di Corso Trieste e via Mazzini per rendersi conto di quanta poca gente ci fosse in pizzerie, pub, bar e ristoranti.

Il primo impatto visivo, prima ancora delle vetrine, si è avuto con il traffico, solitamente congestionato per il sabato, ma adesso totalmente fluido. Via Gasparri da che era strada affollata di traffico veicolare è diventata strada deserta e senza un lampione.
Dunque, seri dubbi sorgono sulle modalità di contrasto al virus.

Sicuramente in questo momento ad ammalarsi è prevalentemente l’economia. Eppure questa non sembra essere una novità, specialmente dopo il tracollo della Borsa cinese e una lieve instabilità di quella italiana.

Ci sarà mai un vaccino per contrastare il Coronavirus sull’economia? Chissà se ce ne sarà mai uno per curare gli esseri umani…