Il Femminile Poliedrico, una collettiva multidisciplinare tutta al femminile alla Pro Loco Real Sito di San Leucio

Il Femminile Poliedrico
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Sabato 1 giugno alle ore 18:30, presso la sede dell’APS Pro Loco Real Sito di San Leucio, si svolgerà il vernissage della collettiva IL FEMMINILE POLIEDRICO curata da ANNA TAGLIAFIERRO. Saranno esposte opere delle artiste FRANCESCA ROMANA CIMMINO, LJDIA MUSSO, FEDERICA LIMOMGELLI, MARTINA RICCIARDI e GILDA PANTULIANO. Interverranno le Prof.sse KETTY BOLOGNA e ANTONIETTA MONTICELLI.

La mostra collettiva multidisciplinare di artiste IL FEMMINILE POLIEDRICO rappresenta un profondo e riflessivo esame sull'”IDENTITÀ FEMMINILE” e sul suo processo di evoluzione, sia a livello materiale che simbolico, nel corso del novecento. Si tratta di una rivoluzione lenta ma potente, che va ben al di là del concetto di semplice uguaglianza.

Bruno-Cristillo-Fotografo
Terrazza Leuciana
Bruno-Cristillo-Fotografo
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Nonostante la società occidentale, ancora oggi, non riesca a fornire alle donne una risposta adeguata in termini di esistenza, politica e cultura, all’interno del modello maschile che essa stessa ha adottato, è importante per le donne non solo far parte di questo mondo, ma anche cambiarlo. Pertanto, ciò di cui abbiamo bisogno non è solo la parità di diritti, ma un nuovo parametro che promuova il cambiamento sociale, culturale ed educativo.

Attraverso le opere di queste artiste, emerge una critica nei confronti dell’oggettificazione dei corpi femminili, dell’incomunicabilità e dell’esclusione che ancora affliggono le donne.

Le donne sono spesso vittime di stereotipi e pregiudizi, ma anche alcune autrici post-femministe sostengono che l’esibizione del corpo possa essere un simbolo di potere e di liberazione sessuale femminile.

Tuttavia, questa visione ha un duplice significato: da un lato, l’enfatizzazione della bellezza potrebbe alimentare l’assoggettamento e l’oggettificazione delle donne all’interno di una cultura patriarcale. Alla luce di ciò, l’uguaglianza contemporanea e l’educazione culturale si propongono di superare le dicotomie, aprendosi alle complessità e all’inclusività.

Le artiste della collettiva

FRANCESCA ROMANA CIMMINO con le sue sculture, ripercorre una mediterraneità nella costruzione scultorea figurativa del volto, tra idealizzazione e stilizzazione, relazionandosi con dualità tra volto e anima.

Attraverso l’obiettivo sapiente di LIDIA MUSSO, la fotografia cattura con maestria il corpo femminile, che diviene sfondo sfocato nell’opera, mentre in primo piano emergono simboliche melagrane o pigne, rivelatori di un significato ossessivo che riflette la percezione della femminilità nel contesto maschile. E nella cultura mediterranea, tali simboli rappresentano la transizione nelle cerimonie di vita e morte.

Le opere di GILDA PANTULIANO hanno un carattere eco-femminile e spirituale, che attinge alle tradizioni femminili tramandate dalla cultura Procidiana, in particolare i Quadrilli, custodi di natura, ritualità e costumi popolari. La composizione dei suoi lavori tra ricami e interventi artistici si trasforma in raffigurazioni astratte capaci di coinvolgere lo spettatore. L’opera centrale, con forza, rievoca il dolore, gli abusi e le violenze che le donne hanno subito per millenni. Gilda denuncia, con parole sigillate dal sangue, l’imperante androcentrismo.

FEDERICA LIMONGELLI espande il suo repertorio artistico attraverso diverse forme espressive, per poi approdare al meraviglioso mondo del DIGITAL PAINTING, unendo abilmente tecniche tradizionali con strumenti digitali innovativi. Attraverso le sue opere, l’artista rappresenta volti di donne che si sdoppiano e si triplicano, o addirittura privi di bocca. Queste immagini simboliche rappresentano quella che è stata la condizione femminile, ripetutamente svantaggiata e storicizzata, vittima di un sistema di dominazione maschilista, oppure riflettono solitudine e mancanza di comunicazione nelle relazioni. Un elemento distintivo di un mondo moderno che continua ad essere fortemente influenzato da tali dinamiche.

MARTINA RICCIARDI, danzatrice, pedagoga e performer, si esprime attraverso il linguaggio del corpo e la gestualità, utilizzando la danza e il teatro come mezzi di comunicazione. La sua arte trae ispirazione dalle diverse culture del mondo e da una varietà di discipline, dando vita ad un amalgama di codici e stili di comunicazione umana primaria ed emotiva. Grazie alla sua azione performante, Martina veicola una moltitudine di messaggi comunicativi, emanando una potente energia che sfrutta il corpo come il mezzo di comunicazione più potente.

La mostra sarà visitabile fino al 15 giugno 2024.