In Italia non si legge. Tuttavia nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma

Le statistiche, i diagrammi di flusso, le performance di vendita, mettono in evidenza la “crisi” del libro, ma siamo certi che sia una “crisi” e non sia invece una “trasformazione” osteggiata da chi produce e commercializza i libri?

Chi legge lo fa da sempre e per sempre. E’ un amore infinito!

E’ voglia di apprendere, migliorarsi, conoscere, sinonimo di curiosità, immedesimarsi nelle storie, sognare con i protagonisti, soffrire con loro, condividere, partecipare, evadere!
Si “evadere”, da cosa?

Dai ritmi quotidiani, dall’affannarsi della vita, dalla ricerca del lavoro al mantenimento dello stesso, la paura di perderlo, la paura di non trovarlo, in una parola, alla continua ricerca della serenità.

Certo non è semplice, si potrebbe fare di più, si potrebbero moltiplicare le iniziative come quella di #ioleggoperchè senza però “scaricare” tutte le responsabilità sulle scuole e per promuovere l’uso della lettura la “politica” dovrebbe assumersi delle responsabilità e dotarsi di opportune leggi per incentivare la cultura e il nostro immenso patrimonio librario italiano.

I risultati di manifestazioni nazionali sulla non lettura dei libri hanno evidenziato le cause in un campione di italiani dei “non lettori”, i quali hanno risposto “per mancanza di tempo” e un’altra percentuale “per il costo dei libri”, entrambe le risposte non sono esaurienti e veritiere, oggi esistono sistemi per la lettura “mobile” accessibile a chiunque ed il costo del libro, sia esso cartaceo che digitale, invece di un’impennata dei costi, sono scesi quasi a livelli di “saldi” stagionali.

Prendo in prestito il seguente postulato sulla “Legge della conservazione di massa”:
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” celebre frase pronunciata dal famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier.

Oggi il libro non è più solo, profumo di stampa, di inchiostro fresco, di copertina patinata, spesso corredato da segnalibro stilizzato, si è “dematerializzato” diventando un documento in un adeguato formato digitale, fruibile con mezzi informatici, si è trasformato in qualcosa di “portatile” alla portata di chiunque sia fornito di notebook e portatili, tablet o smartphone. Non è solo più cartaceo, ma si è trasformato.

Nuovi modi di leggere un libro

Il libro non è più, da anni, l’unico supporto attraverso cui si accede alla lettura di un contenuto (narrativo, divulgativo, di informazione, per lo studio, per affrontare problemi pratici della quotidianità, ecc.). Il 62% degli italiani (14+) dichiara di leggere attraverso i libri, il 25% ha letto un e-book e l’8% ha letto «ascoltando» un audiolibro. Riguardo ai sistemi di modalità di lettura digitale, l’eReader rimane il principale dispositivo utilizzato per la lettura (33%), seguito da vicino da tablet (26%) e smartphone (26%). Distanziato, il computer (notebook e portatili, per lo più) con il 15% delle indicazioni. A sua volta l’eReader è usato in prevalenza dalle donne (37% vs 30% uomini), così come il tablet (30% vs 23%). Solo gli smartphone risultano essere maggiormente usati da un pubblico maschile (32% vs 19%). La multifunzionalità accompagnata dalla portabilità sta spostando in modo significativo le preferenze su quali dispositivi leggere, portando tablet e smartphone a diventare i dispositivi di riferimento per leggere ma anche per cercare e trovare informazioni, notizie, servizi, ordinare e acquistare libri e ebook.
(fonte: illibraio.it)

Il Mondo cambia, la Vita cambia ed anche il Libro è cambiato, se si riesce ad accettare questa trasformazione a tutti i livelli, se si incentivano queste nuove opportunità di trasmissione e di lettura, forse la famosa “crisi” di cui tutti parlano e sparlano in una nazione come la nostra dove molti scrivono ma pochi leggono, cambierà.