L’Audi RS si rifiuta di fermarsi: cinque persone in manette dopo una fuga tra sorpassi azzardati e un tentativo di fuga a piedi. Nel bottino: arnesi da scasso, targhe rubate e dispositivi simile a quelli delle forze dell’ordine
CASERTA – Sembrava una scena da film d’azione, ma è accaduto tutto nella tarda serata di venerdì, lungo il trafficato viale Carlo III di Borbone. A finire nel mirino dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Caserta è stata una potente Audi RS SUV con a bordo cinque persone, tutte finite in manette al termine di un rocambolesco inseguimento durato diversi chilometri.
Tutto ha avuto inizio durante un normale controllo del territorio. L’equipaggio dell’Arma ha notato il mezzo sospetto per via di alcune manovre pericolose: il conducente effettuava sorpassi azzardati e accelerava in modo anomalo nel traffico. Quando i militari hanno intimato l’alt, lampeggianti e sirene accese, il guidatore – invece di fermarsi – ha premuto ancora di più sull’acceleratore, dando il via a una fuga ad alta velocità.
Inseguimento tra le strade e fuga a piedi a Capodrise
L’Audi RS ha sfrecciato incrociando diverse arterie urbane, mettendo a rischio gli altri automobilisti. I carabinieri, senza mai perdere il contatto visivo, hanno evitato azioni spericolate, mantenendo l’inseguimento in sicurezza. Il momento decisivo è arrivato nel territorio di Capodrise: giunti in viale Europa, i cinque hanno abbandonato l’auto e si sono dileguati a piedi tra le vie limitrofe.
Immediatamente è scattato un vasto dispositivo di ricerca, con il supporto dei Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada e del personale della Compagnia di Marcianise. Dopo alcuni minuti di battuta serrata, tutti e cinque i fuggitivi sono stati individuati e bloccati.
Resistenza all’arresto e perquisizioni: ecco cosa nascondevano
L’arresto non è stato semplice. Gli indagati – un 25enne di Secondigliano, un 20enne di Castel Volturno, un 44enne cittadino serbo senza fissa dimora, un 47enne sempre di Secondigliano e un 25enne domiciliato nell’area nord di Napoli – hanno opposto resistenza spintonando e strattonando i militari. Alla fine sono stati immobilizzati.
Durante le perquisizioni personali e veicolari, i carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio kit da scasso: flessibili, piedi di porco, cacciaviti, mazze e guanti da lavoro. Ma la scoperta più inquietante è stata un’altra: una paletta contraffatta che imitava perfettamente quelle in uso alle forze di polizia, oltre a dispositivi luminosi e sonori analoghi a quelli delle auto di servizio.
Targa rubata e riciclaggio: l’Audi RS era un mezzo “clone”
Sull’auto i militari hanno trovato anche un’altra irregolarità pesante. La targa applicata sul veicolo era provento di furto e intestata a un mezzo completamente diverso. All’interno dell’abitacolo, invece, è spuntata la targa originale estera dell’Audi. Secondo quanto ricostruito, durante la fuga gli indagati avrebbero anche azionato i dispositivi luminosi e acustici clonati per tentare di farsi largo nel traffico.
Tutto il materiale e il SUV sono stati sequestrati su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le accuse: violenza, ricettazione e possesso ingiustificato di grimaldelli
I cinque sono stati arrestati in flagranza per:
violenza e resistenza a pubblico ufficiale,
ricettazione e riciclaggio,
porto di armi od oggetti atti ad offendere,
possesso di segni distintivi contraffatti,
possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.
Dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione del magistrato di turno. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri furti o reati commessi nella provincia.











































