Inaugurata la mostra “Visioni” nella Gran Galleria della Reggia di Caserta

Visioni nella Gran Galleria della Reggia di Caserta
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Oggi, 1 marzo 2024, apre le sue porte al pubblico la mostra “Visioni” nella suggestiva cornice della Gran Galleria della Reggia di Caserta.

Questa esposizione presenta due progetti distinti, “Attraversamenti” di Luciano D’Inverno e “Genius et Loci – La drammaturgia dello sguardo” di Luciano Romano, entrambi visitabili fino al 15 luglio.

La Reggia di Caserta è stata selezionata come uno dei vincitori della seconda edizione di Strategia Fotografia, un concorso promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto proposto fa parte delle Celebrazioni Vanvitelliane 1773/2023, in onore del 250º anniversario dalla morte di Luigi Vanvitelli.

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Le due serie fotografiche, realizzate da Luciano D’Inverno e Luciano Romano, sono accomunate dal filo rosso che collega l’opera e il genio creativo di Luigi Vanvitelli.

Le immagini selezionate dal Museo sono state riunite in un’unica esposizione curata da Gabriella Ibello, che racconta l’opera di Vanvitelli attraverso un ipertesto e un metatesto.

La mostra si svolge negli spazi dell’ala nord-ovest della Reggia di Caserta, che è stata recuperata dall’Aeronautica Militare grazie ai fondi Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020.

Questi nuovi spazi permettono al Museo di ampliare e diversificare l’offerta culturale, estendendo il circuito di fruizione. La mostra “Visioni” è la prima delle mostre temporanee che si terranno nella Gran Galleria.

Attraversamenti” di Luciano D’Inverno riscrive la storia di una visione che ha reso possibile la grandiosa opera dell’Acquedotto Carolino, seguendo i passi di Vanvitelli e il corso dell’acqua. Le sue fotografie ci immergono in questa visione, restituendo la potenza e la bellezza dell’opera.

Con “Genius et Loci. La drammaturgia dello sguardo“, Luciano Romano rende omaggio al contributo fondamentale di Vanvitelli all’evoluzione della cultura architettonica moderna. Attraverso la sua fotografia, ci mostra la bellezza dell’opera vanvitelliana in diversi luoghi d’Italia.

Gli allestimenti della mostra sono curati da Opera Laboratori, che contribuiscono a creare un ambiente suggestivo e coinvolgente per il visitatore.

Visioni” sarà aperta al pubblico dal 1° marzo al 15 luglio, negli stessi giorni e orari di apertura del Museo. L’accesso è consentito ai titolari di diverse tipologie di biglietto Parco+Appartamenti e dell’abbonamento ReggiaCard 2024. La mostra non sarà accessibile durante le giornate di gratuità.

Questa mostra offre al visitatore un’opportunità unica di immergersi in un mondo di visioni e emozioni, offrendo uno sguardo approfondito sull’opera di Vanvitelli e sulla sua influenza nella storia dell’architettura.

Luciano Romano

Luciano Romano è un fotografo di grande talento e impegno, il cui percorso artistico ha radici profonde nel mondo del teatro. Fin da giovane, ha dimostrato una passione innata per l’arte della fotografia, che lo ha portato a diventare il fotografo ufficiale del prestigioso Teatro San Carlo di Napoli all’età di soli 25 anni.

La sua esperienza nel campo dell’illuminazione teatrale e la sua sensibilità per la composizione, sviluppate durante gli anni di studio in architettura, si sono concretizzate in modo straordinario nel 1991, quando ha iniziato a pubblicare le sue fotografie sulla rinomata rivista d’arte FMR.

Da allora, la carriera di Luciano Romano ha preso una svolta internazionale, collaborando con importanti editori come Citadelles&Mazenod, Hirmer, Electa, Skira e Taschen. Le sue fotografie sono state acquisite in prestigiose collezioni museali, tra cui l’Archivio fotografico del Museo MAXXI di Roma, il Museo d’Arte Contemporanea MADRE di Napoli, la Fondazione Robert Rauschenberg di New York e il Museo del Teatro dell’Opera San Carlo di Napoli, conosciuto come MeMus.

Il talento di Luciano Romano è stato riconosciuto e premiato in numerose occasioni. Ha vinto il Premio Atlante Italiano nel 2003 e ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006. È stato anche selezionato per il prestigioso Prix BMW-Paris Photo nel 2007 e ha ricevuto le candidature per il Premio Acea nel 2011 e per il Premio Arte Laguna nel 2012.

La sua maestria nella fotografia è stata ulteriormente riconosciuta dagli Hasselblad Masters Awards nel 2014, 2016 e 2018. Luciano Romano ha anche collaborato con artisti di fama mondiale come Robert Wilson e Shirin Neshat, contribuendo a importanti eventi prodotti da Change Performing Arts.

Un momento significativo nella sua carriera è stata l’installazione “Italy of the Cities”, basata sulle sue fotografie, creata per l’Expo di Shanghai del 2010 e successivamente esposta presso l’Armory di New York.

La sua capacità di catturare l’essenza e l’anima dei suoi soggetti è evidente nelle sue opere più recenti. Nel 2013, ha realizzato una serie di ritratti per l’installazione permanente “Don’t ask dov’è finito l’amore” di Shirin Neshat, esposta presso la Stazione Toledo della Metropolitana di Napoli. Questa stessa installazione è stata successivamente esposta al Museo MAMM di Mosca durante la Photobiennale del 2014.

Nel dicembre 2019, Luciano Romano ha inaugurato la sua ultima installazione permanente presso la stazione della metropolitana di Scampia a Napoli. Intitolata “Song ‘e mare”, questa installazione è composta da 14 grandi ritratti a grandezza naturale di interpreti contemporanei della musica napoletana.

Il suo ultimo progetto, “Ex Novo”, è stato esposto presso la Chiesa del Pio Monte della Misericordia a Napoli da aprile a settembre 2022. Questa mostra ha rappresentato un’ulteriore conferma del talento e dell’impegno di Luciano Romano nel campo della fotografia d’arte.

La sua carriera continua a evolversi, affascinando e ispirando il pubblico con le sue straordinarie fotografie che catturano la bellezza e l’essenza dell’arte, dell’architettura e della cultura contemporanea. Luciano Romano è un vero maestro nella sua arte e il suo impegno costante e la sua passione innata per la fotografia sono evidenti in ogni sua opera.

Luciano D’Inverno

Nato nel 1967 ad Acerra, una piccola città vicino Napoli, il fotografo ha dedicato la sua carriera alla ricerca della percezione dello spazio attraverso lo sguardo umano. Fin dai primi anni ’90, ha partecipato attivamente a un progetto che esplorava la vita degli adolescenti delle periferie, un progetto che ha ottenuto grande successo e che è stato esposto all’Institut Français de Naples Grenoble nel 1997, curato da Jean-Noël Schifano.

Parallelamente a questa esperienza, il nostro fotografo ha trovato la sua strada nel mondo della fotografia pubblicitaria, concentrandosi soprattutto nel settore della gioielleria. Le sue immagini di alta qualità sono state pubblicate sulle più importanti riviste del settore, rafforzando la sua reputazione come fotografo professionista.

Durante gli anni di formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha avuto l’opportunità di incontrare Ennery Taramelli, un noto storico e critico d’arte specializzato in fotografia. Insieme, hanno collaborato alla realizzazione di due libri di grande successo: “Vesevo” nel 2003 e “Campi Flegrei – Qui i piedi non si posano per terra” nel 2007, entrambi pubblicati da IntraMoenia edizioni.

Le opere di questo talentuoso fotografo sono state esposte in numerose mostre personali e collettive. Tra le più significative, possiamo citare “Occhio (Un) stabile” presso la Vulcanoarte contemporanea a Caivano nel 2007, e “Vita Fantasma” presso la Fabbrica del Vapore a Milano nel 2009. Nel 2009, la sua serie “Viaggio in Europa” è stata presentata presso la Galleria Area 24 a Napoli e successivamente alla Biennale del video e della fotografia contemporanea ad Alessandria nel 2011, curato da Sabrina Raffaghello.

Una delle sue più recenti opere, intitolata “Quattro Tempi”, è stata presentata alla Reggia di Caserta, dimostrando ancora una volta la sua abilità nel catturare la bellezza e la complessità dello spazio attraverso la fotografia.

Questo fotografo napoletano, con la sua dedizione e il suo talento, ha lasciato un’impronta significativa nel mondo della fotografia, esplorando il modo in cui lo sguardo umano interagisce con lo spazio circostante. Il suo lavoro ha lasciato un’impressione duratura sulla scena artistica italiana e continua a ispirare e affascinare il pubblico di tutto il mondo.