Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere, il secondo in un anno: associazioni sul piede di guerra

A quasi un anno dall’incendio del 2018 torna a bruciare lo STIR di S. Maria C.V. Le Associazioni “PASSIONE CIVICA”, “Fermiamo il Degrado Ambientale”, “Fermiamo i Roghi Tossici”, “Adotta la CITTA’, “Comitato Cittadino per la Delocalizzazione dello STIR”, denunciano l’ennesimo attentato alla salute dei cittadini sammaritani e dei paesi limitrofi.

“Sembra assurdo- ha dichiarato l’avv. Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni, che a meno di un anno dal precedente evento incendiario non siano stati presi adeguati provvedimenti per mettere in sicurezza lo STIR. La nostra attenzione non è calata neppure per un momento con denunzie, segnalazioni, accessi all’impianto, ci chiediamo invece che cosa hanno fatto le Istituzioni deputate a tutelare i cittadini in primis il Comune e la Provincia.

Dopo un estate passata a respirare odori nauseabondi e ad inalare pm. 10 ancora un volta S. Maria diventa protagonista in negativo e i suoi cittadini vittime innocenti di una “mala gestio” che la magistratura può e deve reprimere. Alla procura il compito di accertare le condizioni di sicurezza dell’impianto, nominare immediatamente consulenti per monitorare il ciclo di lavorazione, reprimere ogni comportamento abusivo. Serve la galera per quanti stanno consentendo lo scempio dei nostri territori.

L’approssimazione e il disinteresse con il quale si trattano le questioni ambientali non sono ormai più tollerabili. Il tempo delle attese e delle promesse è finito! Chiediamo le immediate dimissioni del Sindaco di Santa Maria, del Presidente della Provincia, dei vertici della Gisec. Due incendi in meno di un anno non sono veramente concepibili.

Santa Maria non può diventare la città dei veleni. I cittadini sammaritani hanno diritto a non piangere sempre più morti per malattie oncologiche legate alla contaminazione delle matrici ambientali” .