Individuata a Napoli una nuova variante del Coronavirus, la B.1.525, è la prima volta in Italia

Una nuova variante del Coronavirus è stata riscontrata a Napoli per la prima volta in Italia. La variante del virus si chiama B.1.525 e non è del tutto sconosciuta al mondo scientifico, infatti è stata isolata per la prima volta nel dicembre scorso in Inghilterra ed in Nigeria.

Al momento di questa nuova variante del Covid sono stati individuati 39 casi nel Regno Unito, 35 in Danimarca e altri pochi casi isolati in una decina di Paesi tra cui Francia, Spagna, Belgio, Finlandia, Canada, Stati Uniti d’America e Australia.

Non esistono ancora certezze scientifiche circa la nuova variante del virus, come accade per molte varianti rare o nuove del virus, quindi gli esperti temono che questa possa sfuggire alla risposta immunitaria indotta da precedenti infezioni del virus originario o dai vaccini attualmente disponibili.

Come riportato nel comunicato pubblicato oggi pomeriggio dalla Regione Campania, le risposte anticorpali del virus rispetto al vaccino sono attualmente allo studio. Per ora i test antigenici rapidi che servono a rilevare la positività al virus SarsCov2 sembrerebbero funzionare.

Le modificazioni della nuova variante del Covid

Le modificazioni del virus – simili a quelle delle varianti inglese (B.1.1.7 o Variant of Concern 202012/01), quelle brasiliana (P.1. / B.1.1.248) e sudafricana (501.V2) – potrebbero conferire al virus la possibilità di eludere il riconoscimento da parte degli anticorpi diretti contro la variante originaria del SarsCoV2.

Infatti, nel rapporto dei ricercatori del Rambaut Group dell’Università of Edinburgo, che per primi hanno isolato la nuova variante, è indicato che la B.1.525 presenta mutazioni cromosomiche tra cui la mutazione E484K a livello della proteina Spike, ovvero la glicoproteina di superficie che Sars-Cov-2 utilizza per legare le cellule umane e penetrare al loro interno. Questa mutazione, la più importante di tutte, è stata osservata anche nella varianti inizialmente isolate in Sudafrica e Brasile.

In Usa, invece, ricercatori stanno indagando la possibilità che vi siano fino a sette nuove varianti originate appunto negli Stati Uniti e che presentano un maggiore livello di contagiosità, come riportato dal New York Times.

Il comunicato della Regione Campania

Prosegue l’impegno della Regione Campania finalizzato all’alta ricerca scientifica sul coronavirus. L’Istituto Pascale e l’Università Federico II, grazie ai fondi stanziati dalla Regione e che stanno portando a risultati di assoluto valore scientifico grazie alle eccellenze della Campania nel campo della ricerca medica, hanno individuato un’altra variante del Covid-19, mai individuata prima in Italia.

“Si tratta – ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca – di una scoperta di straordinario valore scientifico, un risultato tempestivo e utilissimo, che conferma l’importanza di aver finanziato questi studi, la necessità dell’adozione di misure straordinarie nazionali da parte del Governo per non vanificare il programma di vaccinazioni che è pienamente in corso, e che rende ancor di più indispensabili le forniture dei vaccini necessari per fronteggiare l’epidemia”.

Un professionista di ritorno da un viaggio in Africa, dopo il tampone, è risultato positivo al Covid 19. Grazie alla collaborazione tra i laboratori della Federico II e del Pascale, Giuseppe Portella della Federico II individua il caso altamente sospetto e in tempi rapidissimi l’equipe di Nicola Normanno del Pascale ha scoperto una variante Covid mai descritta sinora in Italia.

“La sequenza del campione giunta a noi dal Policlinico Federiciano – spiega il ricercatore dell’Istituto dei tumori di Napoli – ci ha subito insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni provenienti dalla nostra regione. Dopo un confronto con il gruppo del Reparto Zoonosi Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità abbiamo avuto la conferma che si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale GISAID ed avvertito le autorità sanitarie”. Sono infatti immediatamente partite tutte le procedure previste, a cominciare dal tracciamento dei contatti.

Di questa variante al momento non si conoscono il potere di infezione, né altre sue caratteristiche come accade per molte varianti rare del virus. Si chiama B.1.525, e finora ne sono stati individuati soltanto 32 casi in Gran Bretagna, e pochi casi anche in Nigeria, Danimarca e Stati Uniti. Mai finora in Italia.

La nuova mutazione è simile alla variante inglese, B117, e contiene una serie di mutazioni che destano allarme tra gli esperti, compresa la mutazione E484K sulla proteina Spike, che si trova all’esterno del virus e che gioca un ruolo importante per l’ingresso del virus nelle cellule. Questa mutazione è stata anche trovata nelle varianti sudafricane e brasiliane.

Sono allo studio eventuali risposte negative all’azione anticorpale dei vaccini.