Insulti razzisti ai calciatori di colore, poi il saluto romano: la denuncia degli RFC Lions Caserta

Foto: Pagina Facebook Rfc Lions Caserta

Castel Morrone (Caserta) – Se i gesti tecnici e l’intensità di gioco cambiano tra le varie categorie calcistiche, resta purtroppo uguale l’inciviltà di alcuni tifosi, che dalla serie A fino alla terza categoria spesso si fanno portatori di messaggi razzisti e decisamente poco attinenti ai valori dello sport.

Ne è la prova quello che è successo nella giornata di domenica sul campo di Castel Morrone, dove nell’ambito del campionato di terza categoria la squadra locale ha ospitato gli RFC Lions, squadra dilettante di Caserta che più della vittoria cerca attraverso il calcio di trasmettere un ideale di sport pulito, all’insegna dell’antirazzismo, della tolleranza e della convivenza pacifica. Nei Lions militano infatti calciatori dilettanti italiani, sudamericani e una folta rappresentanza di migranti arrivati in Italia da diversi Paesi africani. Nella gara di ieri (terminata 3-3) non c’è stato alcun problema con la dirigenza e con i calciatori del club avversario, ma dagli spalti un gruppo di tifosi adolescenti avrebbe rivolto insulti razzisti ai calciatori di colore e ai tifosi avversari presenti sulle gradinate per poi, al termine del match, completare l’opera inneggiando al duce e mostrando il braccio destro teso.

Questa la denuncia degli RFC Lions arrivata tramite i social poche ore dopo la partita: “Scimmia, zingaro, egiziano di merda, bagascia”, sono solo alcuni degli insulti che oggi sono stati rivolti ai ragazzi della squadra ed ai nostri tifosi e tifose venuti a sostenerci a Castel Morrone, da parte di un cospicuo gruppo di giovani tifosi della squadra locale. A fine partita poi, lo stesso gruppo di ragazzini di circa 15 anni si è rivolto ai nostri sostenitori facendo il saluto romano ed inneggiando al duce. Non è la prima volta che subiamo insulti di stampo razzista in trasferta, ma riteniamo che mai come stavolta quanto accaduto non possa essere tollerato. Vedere 15enni col braccio teso, scandire “duce, duce” e vomitare odio verso i nostri giocatori solo perché di colore della pelle diverso, ci fa arrabbiare ed avvilire allo stesso tempo. Proprio all’indomani della strage fascista e razzista di Macerata, ci sarebbe piaciuto vedere e condividere ben altro clima sugli spalti. Ed invece ha vinto ancora una volta l’odio. E la cosa più triste è che siano proprio dei ragazzini ad atteggiarsi a fascisti ed a rivolgere insulti razzisti e sessisti. Purtroppo il buon risultato del campo è passato in secondo piano, così come la bella accoglienza della società e della squadra di casa, che nulla ha a che fare con il comportamento di una parte dei suoi tifosi. Noi non vogliamo starci, non vogliamo cedere alla barbarie xenofoba in cui sta sprofondando questo Paese. Saremo sempre ai nostri posti contro fascismo, razzismo e discriminazioni, sui campi di calcio come nelle strade. Laddove c’è odio faremo inclusione e aggregazione. Orgogliosamente Antirazzisti”.