Intascano i tributi destinati al Comune, la disattenzione dell’ente ha “favorito” la truffa

Maddaloni (Caserta) – Ha approfittato del silenzio e della disattenzione del Comune di Maddaloni la CSI (Centro Servizi Italia), società che per anni ha agito come riscossore per l’Ente pur senza averne i titoli: in questo modo ha sottratto centinaia di migliaia di euro (tra Tarsu, bollette per i consumi idrici e pagamenti dei parcheggi) alle casse del Comune di Maddaloni. Con il prosieguo delle indagini coordinate dalla Procura è questo l’assurdo quadro che sta emergendo e che ha portato all’arresto di Francesco D’Alonzo e Angelo Calabrò (rispettivamente consulente e amministratore unico dell’azienda) con le accuse di peculato, truffa aggravata e appropriazione indebita: i due avrebbero sottratto all’Ente una somma superiore al milione di euro, intascando tra il 2011 e il 2017 profitti senza averne alcun diritto con la “complicità involontaria” dello stesso comune danneggiato.

Tutto era iniziato quando la CSI si era aggiudicata un bando per l’imbustamento e l’invio delle bollette agli utenti: da quel momento la società gradualmente aveva iniziato ad agire a tutti gli effetti come agente della riscossione pur non dichiarando mai di esserlo nei documenti ufficiali (cosa quest’ultima che è stata appurata dai controlli dei carabinieri).

A molti cittadini venivano inviate più volte le stesse bollette e alcuni di loro, non accorgendosi dell’irregolarità, le pagavano più di una volta. La truffa della CSI si materializzava anche relativamente al sistema parcheggi e strisce blu: quando gli automobilisti sforavano il tempo limite previsto dal grattino pagavano la somma stabilita alla stessa società, che incassava il denaro senza comunicare neanche le violazioni al Comune stesso. Non risultano comunque esserci indagati tra i dipendenti dell’Ente.