Jabil: i Lavoratori di Marcianise scrivono alla Dirigenza Americana: minaccia Covid-19

Non si placa la preoccupazione delle maestranze  Jabil di Marcianise a causa dell’incertezza sul loro futuro.Un folto gruppo di lavoratori ha infatti deciso di scrivere direttamente alla Corporate, ovvero la dirigenza americana, ormai sfiduciati dalle azioni del management locale e delle organizzazioni sindacali.Senza mezzi termini e giri di parole, i lavoratori hanno chiesto di rimuovere la dirigenza attuale, rea di politiche fallimentari da anni, ma soprattutto di chiarire quali sono le reali intenzioni sullo stabilimento di Marcianise.

Chiedono che se si considera ancora strategico il sito italiano, di dimostrarlo con investimenti reali e portando nuove attività, ma in caso contrario di aprire anche ad altre opportunità’ che garantiscano una maggiore visibilità’ futura per tutti gli addetti e le loro famiglie.Sembrerebbe infatti che la Softlab S.p.A, già oggetto del processo di ricollocazione seguito dal Governo e che già ha inserito nel proprio organico diverse maestranze Jabil, potrebbe essere interessata all’acquisizione dell’intero stabilimento, incluse tutte le professionalità ivi presenti, con lo scopo di creare un polo tecnologico.

A quanto pare questa operazione, foraggiata anche dalle istituzioni locali che vedrebbero buone prospettive di sviluppo per l’intera area e anche per l’indotto, sia fortemente ostacolata invece dal management locale, a detta dei lavoratori  interessati però più alle poltrone e a mantenere i loro ruoli che al futuro dei lavoratori stessi.Sembrerebbe infatti che nell’operazione di acquisizione da parte della Softlab sarebbe esclusa la classe dirigenziale, ritenuta inetta e non idonea dagli stessi lavoratori.

I lavoratori temono quindi di pagare sulla loro pelle questo braccio di ferro tra le due parti in causa e si chiedono come decisioni cosi importanti per il loro futuro siano demandate al solo management locale da parte degli americani. I lavoratori si aspettano risposte concrete dal management americano che pongano finalmente fine a questo stallo e a questa lenta agonia. Intanto nello stabilimento sembrerebbe sviluppatosi anche un piccolo focolaio di covid-19, con lavoratori messi in quarantena in via precauzionale.

Si attendono aggiornamenti sia dal fronte corporate che per quanto concerne la salute dei lavoratori.