Jabil, oggi la videoconference con la Corporate americana per scongiurare i licenziamenti

Dopo l’annuncio da parte della proprietà della Jabil di Marcianise di voler predisporre a partire da oggi, lunedì 25 maggio, un piano di licenziamenti di massa che riguarda circa 190 lavoratori, nel bel mezzo di una vertenza che si trascina dal giugno del 2019, l’incontro di venerdì 22 non ha prodotto grandi risultati se non la conferma della posizione dei sindacati e del Governo nel ritenere nulla la procedura di licenziamento.

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha chiesto infatti al rappresentante della società di revocare con effetto immediato tutti i licenziamenti, sostituendoli con la richiesta di un ulteriore periodo di Cig con causale Covid-19, interamente finanziata dallo Stato. Ribadendo dunque che i licenziamenti sono “radicalmente nulli” e l’iniziativa “assolutamente ingiustificata”.

La notizia più rilevante scaturita dall’incontro è una richiesta direttamente da parte del Governo per oggi pomeriggio alle 16.00: un incontro tra le parti sociali e la corporate americana scavalcando i rappresentanti italiani.

Al netto di questa informazione siamo assolutamente in linea con il ministro del lavoro – ha dichiarato Giovanni Letizia, Segretario Generale Ust Cisl Caserta –  siamo decisamente contrari al maxi piano di licenziamenti deciso dall’azienda che sono chiaramente nulli, l’azienda deve rispettare le normative del nostro paese considerato anche che Curaitalia ha messo in moratoria ogni tipo di sospensione dal lavoro nel corso dell’emergenza Covid, i vertici aziendali sono quindi in aperta violazione delle leggi italiane.

La ricetta del sindacato, che gridiamo dall’inizio della vertenza è sempre la stessa: dobbiamo lavorare, come si è fatto finora, sulla ricollocazione.
Il Governo ha messo a disposizione tutta una serie di strumenti per mettere in tutela i lavoratori soprattutto in linea all’emergenza Covid.

L’azienda al momento ne ha già utilizzate 9, noi abbiamo chiesto per ora di utilizzare la parte restante dopodiché valutare tutti i progetti industriali che sono pervenuti e laddove ci sono le condizioni attivare le opportunità per la ricollocazione.

Va anche detto che al momento gli esuberi si sono ridotti, sia per i progetti di ricollocazione messi in atto dal governo in precedenza, sia per il percorso Covid attuato negli ultimi mesi”.