Joker, quando la società ti rende crudele

Joker è il primo film che descrive la nascita del personaggio della saga di Batman, il su nemico principale, tanto da apparire nel numero iniziale della omonima serie a fumetti americana della DC Comics nel maggio del 1940. Un esperimento simile si ebbe già nel 2004 con Catwoman, interpretata da Halle Barry, in cui si raccontava la nascita della donna gatto ma che non riscontrò un grande successo da parte della critica.

L’esordio di Joker nel mondo del cinema risale al Batman del 1989, regia di Tim Burton, interpretato da Jack Nicholson. Egli è un boss dedito al crimine, capace di corrompere gli ispettori, che spesso appare con la carta da gioco del joker o il vestito elegante viola.  Nel primo scontro con l’eroe, cade in una vasca piena di un liquame chimico verde e sembra essere morto: in realtà questa è la causa che attua la sua trasformazione. Egli si presenta nella sua nuova veste con queste parole: Jack è morto, amico mio, tu puoi chiamarmi….Joker. E come tu puoi vedere, io sono molto felice; appare nel film sia col volto imbiancato, i capelli verdi, il rossetto sulle labbra esteso ai lati, sia al naturale, con il suo sorriso eterno dovuto alla paralisi, causata dalla caduta nella cisterna chimica. L’origine dei rapporti Joker/Batman si lega ad un ricordo di Bruce, in quanto scopre che fu proprio Joker ad uccidere i suoi genitori. Nell’ultimo scontro, morirà grazie ad un trucco dell’uomo pipistrello.

La seconda apparizione è nel Cavaliere Oscuro, regia di Christopher Nolan, in cui Joker è interpretato da Heath Ledger; nel film la rivalità Batman/Joker è ormai al capolinea. Il personaggio è più dark, con l’elegante vestito viola, i capelli lunghi, il volto truccato di bianco, con occhi pesantemente cerchiati di trucco nero e il rossetto allungato ai lati. Il suo odio per Batman lo porta a creare dei piani terroristici in cui si evince la sua psicopatia. In una scena Joker spiega che il suo sorriso eterno è dovuto alle cicatrici:

le cicatrici…vuoi sapere la loro storia…avevo una moglie, era bellissima, come te, lei mi diceva sempre che mi preoccupavo troppo, mi diceva che dovevo sorridere di più, che giocava d’azzardo e si metteva in un mare di guai con gli strozzini; un giorno le sfregiano il viso ma non abbiamo i soldi per la plastica, lei non lo sopporta ma io voglio vederla tornare a sorridere, voglio che lei sappia che non me ne importa delle cicatrici e allora mi ficco il rasoio in bocca e mi riduco così, da solo…e sai che succede…non ce la fa neanche a guardarmi e mi ha lasciatoora ne vedo il lato buffo, ora sorrido sempre.

Il Joker di Todd Philips, invece, è un capolavoro per i richiami a film precedenti e per l’innovativa cronistoria della nascita del personaggio. Abbiamo innanzitutto la presentazione di un uomo, Arthur Fleck, interpretato da un bravissimo Joaquin Phoenix. Le violenze sessuali e fisiche subite, la magrezza, la madre psicopatica, l’inganno da parte di un collega che lo farà licenziare e di persone che contano, la risata dovuta ad una psicosi, la realtà diversa da quella che sembra, tutto crea una tensione che ti pervade dall’inizio alla fine del film.

Una pellicola forte, specialmente dal punto di vista del più debole che cerca invano di avere una vita migliore ma si trova sempre più isolato, disilluso e maltrattato.

Una dura condanna verso le istituzioni che abbandonano i malati di mente, tagliando sempre fondi, così da non permettere cure adeguate.

Una critica anche verso quel mondo multimediale in cui tutti possiamo essere famosi, a nostra insaputa, per un video postato ed oggetto di scherno generale.

L’idea che l’assoluzione della giustizia fai da te da parte delle masse deve essere giustificata perché diventi un eroe quando ammazzi per difesa qualcuno che ti ha fatto molto male può avere un forte impatto che rischia di portarci alla deriva.

Un film, quindi, che impressiona per le idee, tanto che se viene esaltato per la scenografia e per la bravura dell’attore contemporaneamente sembra accendere una miccia molto pericolosa, per alcune menti esaltate. Un Joker buono che, esasperato dalla vita, dalla crudeltà e dalle violenze, diventa un cattivo in fin dei conti ci piace ma è assolutamente vietato emulare!

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