Juvecaserta, Palamaggiò ancora all’asta. E sorgono nuovi problemi giudiziari per crediti non versati

Caserta – Nella giornata di Carnevale arrivano notizie non troppo confortanti per i tifosi della Juvecaserta. Notizie che, precisiamolo subito, al momento non avrebbero ripercussioni sul progetto nato per far ripartire Caserta dalla serie B (o dall’A2) nella prossima stagione dopo l’anno di riposo “forzato” ma che spingeranno la piazza a guardare con attenzione non solo al lato sportivo ma anche a quello giudiziario, che nelle prossime settimane vivrà nuovi importanti capitoli.

Come riporta un articolo pubblicato questa mattina sul quotidiano “Il Mattino” a firma Biagio Salvati, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella persona del pm Alessandro Di Vico, ha comunicato la richiesta di fallimento per due società che fanno capo a Raffaele Iavazzi: la “Basket Juve Caserta srl” e la “Caserta città del basket srl”.

Palamaggiò

L’udienza sul tema è in programma al Tribunale Civile di Santa Maria Capua Vetere il prossimo 27 febbraio. In quella data i giudici potranno esprimersi sul destino delle due società e prima dell’udienza sarà possibile presentare proposte di concordato. Tutto nasce dal fatto che la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha riscontrato lo stato di insolvenza della società “Basket Juve Caserta srl”, procedura che ha poi interessato anche l’altra società che fa capo a Iavazzi, la “Caserta città del basket srl”, cui spetta ad oggi la gestione dei canoni d’affitto per il Palamaggiò di Castel Morrone. L’insolvenza riguarderebbe crediti non versati in passato al fisco in primis e poi ad atleti e membri dello staff.

Proprio a proposito di Palamaggiò, va ricordato che è atteso per oggi 13 febbraio l’esito della diciassettesima asta per la vendita dell’impianto costruito in circa cento giorni e che è stato teatro dello storico scudetto bianconero. Tale asta è legata al fallimento, avvenuto nel 2004, della società Vittippi. Dal 2011, anno della prima asta, il valore del Palamaggiò è crollato vertiginosamente passando nel corso delle varie sedute (tutte andate deserte) dai 20 milioni iniziali ai 5 milioni e 800mila euro di oggi.

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