La Campania è in zona bianca, addio al coprifuoco. Cos’altro cambia?

Lunedì 21 giugno, primo giorno dell’estate 2021 e primo giorno in zona bianca per la Campania. Dopo 8 settimane in zona gialla, finalmente anche la nostra Regione raggiunge l’agognata fascia meno restrittiva sotto il profilo del rischio Covid.

In Italia rimane gialla soltanto la Valle D’Aosta ma anche in Campania i dati relativi alla pandemia migliorano troppo lentamente: secondo il Bollettino di oggi il tasso di positività in Campania si attesta ancora sull’1,60% contro lo 0,6% dello stesso dato su base nazionale.

Inoltre la Campania è seconda soltanto alla Lombardia per il numero di persone che risultano attualmente positive al virus: 8.075 contro i 10.396. Ad ogni modo, tutta l’Italia sarà indistintamente bianca a partire da lunedì 28 giugno.

Il monito di De Luca

La notizia del passaggio della Campania in zona bianca era stata preannunciata da Vincenzo De Luca nella sua diretta Facebook dello scorso venerdì 18 giugno, nella quale il Governatore della Regione Campania aveva commentato:

“Dobbiamo vaccinarci tutti. C’è stato un rallentamento nella campagna vaccinale dovuto alla incompetenza e alla confusione generata da Roma, ma noi dobbiamo riprendere il ritmo che avevamo raggiunto. Se non ci vacciniamo tutti questa ricreazione che si sta vivendo rischia di essere interrotta tra fine settembre e inizio ottobre”.

Cosa cambia in zona bianca

Il principale cambiamento è l’abolizione del coprifuoco, che decade da oggi anche in zona gialla;

Restano ancora in vigore il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha già affermato più volte l’intenzione di mantenete l’obbligo della mascherina anche all’aperto ed anche in seguito al 15 luglio, data ipotizzata a Roma per l’abolizione di tale obbligo;

Per quanto riguarda i ristoranti decade l’orario di chiusura obbligatorio e decade anche il limite di presenza ai tavoli all’aperto ma tra i commensali dovrà essere rispettata la distanza di un metro.

Nei bar e nei ristoranti al chiuso, invece, il limite è ancora attivo: massimo 6 persone al tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Sono consentite, senza restrizioni di orario, la vendita con asporto e la consegna a domicilio di cibi e bevande;

Riaprono anche numerose attività commerciali, culturali e ricreative: piscine con impianti coperti, centri benessere, centri termali; sale bingo, sale scommesse e casinò; fiere, congressi e convegni; centri culturali, centri sociali e ricreativi; parchi tematici e parchi divertimento;

Anche le feste private conseguenti ai riti civili e religiosi, quali ad esempio i matrimoni, possono ripartire ma nel rispetto dei protocolli e delle linee guida sul contenimento del contagio, con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass).

Nonostante l’abolizione del coprifuoco, ancora non si parla della riapertura delle discoteche. Alcune fonti ipotizzano la data del 1 luglio ma l’argomento non sembra neppure essere sul tavolo del Governo. Al momento i locali possono aprire ma soltanto per far ascoltare musica e servire da bere, resta in vigore il divieto di ballare.

Sarà davvero interessante osservare come e se le Forze dell’Ordine riusciranno a far rispettare quest’ultima restrizione.