La Campania resta rossa, il presidente De Luca polemico: “I criteri scelti dal Cts sono demenziali”

Campania zona rossa

E sui vaccini: “Vogliamo immunizzare Napoli entro giugno-luglio. Sarà la prima grande città d’Europa”.

La diretta Facebook del governatore De Luca del venerdì ha centrato due tematiche cruciali in questo momento, il colore delle zone e la campagna vaccinale. Sulla permanenza in zona rossa il governatore non è stato molto morbido, anzi piuttosto polemico.

In queste ore si deciderà per l’ennesima volta i colori delle zone. Il livello di demagogia raggiunto nel nostro Paese è sconcertante. La Sardegna e la Valle d’Aosta passano in zona rossa. Alcune passano in zona arancione, altre restano in zona rossa. Alcuni criteri scelti dal Cts sono demenziali.

La Regione Campania è all’avanguardia nei parametri di occupazione delle terapie intensive e il numero di morti per Covid. Poi c’è un altro parametro, l’indice di contagiosità, Rt. Si prenderanno decisioni sulla base di questi criteri demenziali. Noi abbiamo oggi un’occupazione delle terapie intensive del 26%, molto meno di tante altre regioni, e ci diranno che siamo in zona rossa.

In questa seconda ondata siamo riusciti a non chiudere i reparti ordinari in Campania, al contrario di quanto accaduto in altre regioni, nonostante una situazione di pesantezza. Abbiamo fatto in modo che non ci fossero cittadini non malati di Covid che morissero per altre patologie. Dobbiamo tutelare la vita di tutti. Comunque sia, settimana prima o settimana dopo, usciremo anche dai colori.

Se giri in città e vedi che tutti circolano liberamente, ma sta chiuso il barbiere, il ristorante ed altro, e allora è normale arrabbiarsi. Se si chiude tutto, si chiude tutto. Non c’è un accidente di controllo su nulla. Esprimo la mia solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rabbia. Io comunque sono fiducioso. Porteremo la Campania fuori da questo calvario tra fine estate e inizio autunno”.

E sulle vaccinazioni il presidente si sofferma in particolare sulla vicenda Astrazeneca e sulla programmazione nella nostra regione, non mancando di bacchettare il Governo: “E’ stata la settimana di AstraZeneca, per il quale in Italia siamo stati capaci di creare un tale livello di confusione, soprattutto nella comunicazione, che ha gettato nello sconforto tanti cittadini.

Chi ha avuto questa somministrazione può stare tranquillo e fare il richiamo, non ci sono problemi. Ora andiamo avanti con gli ultrasessanteni per questo vaccino, ma andiamo avanti con decisione. Nel frattempo la Regione Campania ha sforato il milione di dosi di vaccino inoculate ai nostri cittadini. Stiamo andando avanti in maniera importante.

Da noi non abbiamo avuto problemi di particolare scorrettezze, con scavalcamenti di alcune categorie rispetto agli ultraottantenni. Tuttavia ancora oggi siamo la regione che ha ricevuto la percentuale più bassa di dosi in base alla popolazione. Abbiamo ascoltato il grido di dolore di Draghi. A lui dico: con quale coscienza si tolgono 210mila dosi di vaccino ai cittadini campani?

Con quale coscienza il Governo nazionale tolleri che la Campania abbia 15000 unità in meno di personale sanitario? Dico anche ai cittadini campani che dobbiamo essere orgogliosi per quello che abbiamo fatto noi in queste condizioni di lavoro, in un territorio difficile e tormentato come il nostro. Ieri abbiamo fatto quasi 28mila vaccinazioni. Dobbiamo arrivare a 60mila al giorno.

Abbiamo un grande obiettivo, che ho dato alle strutture sanitarie: completare l’immunizzazione della città di Napoli entro giugno-luglio. Sarà la prima grande città d’Europa a poter dire: ‘Abbiamo immunizzato tutti’. E’ una bella sfida, da vincere se ci saranno dati i vaccini”.

Dopo gli over 70, dobbiamo procedere per categorie economiche in Campania, senza polemiche inutili. Dovremo vaccinare, ad esempio, gli operatori del trasporto pubblico, i dipendenti dei comuni negli uffici a contatti con il pubblico, i dipendenti delle poste, le cassiere dei supermercati. Queste categorie sono esposte a rischio e vanno vaccinate.

Quando avremo a disposizione i vaccini, procederemo in questo modo. Ora completiamo i pazienti fragili, over 80 e over 70, poi proseguiremo per categorie economiche e fasce di età. Dobbiamo capire che siamo in un’altra fase: oltre alla salute dobbiamo garantire il lavoro e dare il pane alle famiglie“.