La Casina Vanvitelliana, dimora del piacere e della cultura casertana a Bacoli

Casina Vanvitelliana

Passeggiando sul lungomare di Bacoli, non si può fare a meno di ammirare la maestosa e suggestiva Casina Vanvitelliana, costruzione dell’epoca borbonica che si erge sul Lago Fusaro in un panorama incantevole, dove fanno da sfondo le isole di Ischia e Procida. La vena artistica della raffinata architettura settecentesca è tutta casertana, appartiene, infatti, al celeberrimo Luigi Vanvitelli e a suo figlio Carlo che proseguì e terminò l’opera, dopo la morte del padre.

La struttura, nata come riserva di caccia e di pesca, fu voluta dal re Fernando IV di Borbone, affinché potesse intrattenersi con le sue amanti e  trovare ristoro  lontano dalla vita impegnativa della corte. Il re raggiungeva in gran segreto la villa con la sua barca personale, nel progetto originale della struttura, infatti, non era previsto il lungo ponte di legno che oggi collega la casina alle sponde del lago. La tenuta regale è nota anche per aver accolto molti ospiti illustri, tra cui Gioacchino Rossini, che proprio lì maturò l’ispirazione per la Donna del lago, e, ancora, Mozart che vi completò l’opera Tito.

La pace delle acque del lago e la piccola spiaggia lungo il pontile fecero da sfondo al nido d’amore del re e della sua seconda moglie, la duchessa siciliana Lucia Migliaccio. Purtroppo la Real Casina, durante i successivi moti rivoluzionari che portarono alla nascita della Repubblica Partenopea, fu spogliata di importanti opere d’arte, tra cui spiccano i dipinti raffiguranti le quattro stagioni del pittore Philippe Hackert e le tele in seta che, provenienti dal possedimento borbonico di San Leucio, costituivano parte del prezioso arredo interno.

Per anni l’edificio borbonico è stato utilizzato come luogo di ostricoltura, ma anche come set cinematografico di numerose pellicole. Fino a pochi mesi fa, infatti, ospitava la troupe di Alessandro Gassman per  la registrazione di alcune scene della nota fiction I bastardi di Pizzofalcone.

Ora che finalmente, terminato il lockdown, ci stiamo riappropriando della nostra libertà è doveroso promuovere le meraviglie artistiche e paesaggistiche che connotano l’identità culturale del territorio campano.

La stagione primaverile è perfetta per visitare la Casina Vanvitelliana, locus amoenus  in grado di coinvolgerci in un’atmosfera magica e suggestiva specie al tramonto, quando l’oscurità del lago sembra abbracciare e fondersi, come per incanto, con le tenui luci della casina regale.