Caserta Solidale ha bisogno di volontari, l’appello di Don Antonello: “C’è necessità di infermieri per cure domiciliari”

Consegna della spesa

Cresce il numero dei contagi sul territorio urbano, positivi sintomatici e asintomatici, tutti purtroppo costretti alla quarantena ed inevitabilmente si torna ad una nuova emergenza. Si riattivano le associazioni sul territorio, in particolare quelle che durante il primo lockdown hanno contribuito a sostenere il tessuto sociale attraverso coloro che si sono volontariamente messi a disposizione per aiutare le famiglie bloccate a casa.

La rete di Caserta Solidale è stata protagonista nella scorsa emergenza e si è subito riattivata. Oltre 500 consegne, tra spesa alimentare e farmaci, effettuate durante il primo lockdown a persone anziane, disabili e immunodepressi. Più di 80 volontari hanno dato un contributo fondamentale perché questo fosse possibile a Caserta.

A marzo decidemmo di rispondere alla paura e alla crisi con la collaborazione – raccontano i volontari – la condivisione e la solidarietà perché siamo convinti, da sempre, che nessuno a questo mondo “si salva” da solo. Oggi è più vero che mai. Oggi ci troviamo nel momento più buio e difficile, non solo dal punto di vista sanitario.

Per questo oggi è fondamentale stringerci e mettere insieme i nostri cuori e il nostro coraggio per chi in questo momento ha più bisogno di aiuto. Stiamo per riattivare il nostro centralino per rispondere alle richieste che ci arriveranno e ripartire con le consegne. Ma abbiamo bisogno di nuovi volontari”.

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E un appello parte anche dalla Chiesa del Buon Pastore, dove durante la messa della scorsa domenica Don Antonello Giannotti ha sottolineato una difficoltà non di poco conto: “Ci sono intere famiglie purtroppo positive, tutti membri dello stesso nucleo colpiti, i volontari le stanno già aiutando consegnando loro la spesa sul pianerottolo, ma adesso c’è la necessità di infermieri che vadano da coloro che hanno bisogno di flebo lavaggi e altro tipo di assistenza“.

Sono in molti a rivolgersi al “Don” per informazioni, sostegni, un aiuto del genere e il direttore della Caritas ha specificato che queste figure ricercate saranno a pagamento e non volontarie, per il compito delicato che gli si chiede.
Chiunque voglia maggiori informazioni può mettersi in contatto direttamente con Don Antonello.