La Compagnia Liberaimago racconta a Caserta la storia di Peppino Impastato e la sua lotta contro la mafia

Peppino Impastato

E’ la storia di un ragazzo destinato ad essere “il cattivo” ma che ha scelto nonostante tutto di diventare un eroe quella raccontata dalla Compagnia Liberaimago formata da giovani attori provenienti dalla provincia di Napoli in uno straordinario adattamento teatrale del celebre film di Marco Tullio Giordana “I cento passi“.

La storia di Peppino Impastato va raccontata perché viene fin troppo spesso dimenticata.

Giuseppe Impastato nasce a Cinisi, un paesino del palermitano in cui la mafia regna sovrana, e ancor prima di essere soprannominato Peppino ha già respirato l’aria pesante di una piccola realtà fatta di soprusi e silenzi, corruzione e omertà.

Ma è proprio in questo panorama di sconfortante sottomissione alla criminalità organizzata che nasce e cresce velocemente l’irrefrenabile voglia di cambiamento di Peppino che, sostenuto dal pittore comunista Stefano Venuti e pur andando contro la sua stessa famiglia, comincia a denunciare, prima sulle pagine del giornale “L’idea socialista” da lui fondato, poi  tramite la sua “Radio Aut” fondata nel 1977, i loschi affari e gli innumerevoli crimini della mafia e in particolare del capomafia Gaetano Badalamenti.

L’eco del disperato urlo di speranza di Peppino arriva a tanti giovani che, proprio come lui, in quegli anni hanno sete di rivoluzione e cambiamento.

Ma l’inarrestabile Peppino non si ferma e si candida nel 1978 nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni provinciali.

Peppino purtroppo non arriverà mai a concludere la sua campagna elettorale, sarà ammazzato prima.

Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato. No, non sorprendetevi perché le cose sono andate veramente così. Lo dicono i carabinieri, il magistrato lo dice. Dice che hanno trovato un biglietto: voglio abbandonare la politica e la vita. Ecco questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione.” Così viene annunciato a Radio Aut l’omicidio di Peppino, omicidio che sarà fatto passare come suicidio e che sarà sin da subito oscurato da un’altra notizia importante: il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, avvenuto nello stesso giorno il  9 maggio 1978.

Compagnia Liberaimago

Il messaggio di Peppino, però, nessuno lo ha dimenticato.

La mafia è una montagna di merda“, questo il titolo di uno dei suoi più celebri articoli che oggi è stato gridato a gran voce dal palco del Teatro Don Bosco di Caserta da Luigi Credendino, Francesca Borriero, Franco Nappi, Roberto Ingenito e Francesco Luongo, i giovani attori della Compagnia Liberaimago che mettendo in scena questa importante storia, amabilmente riscritta da Fabio Pisano, hanno dimostrato come la lotta del giovane Peppino sia stata un indimenticabile inno al coraggio, alla determinazione e alla libertà.