La continuità di cura dei pazienti oncologici e con malattie croniche durante la pandemia

La continuità di cura dei pazienti di malattie croniche durante la pandemia

L’epidemia da Covid-19, oltre ad aver causato quasi 90 mila decessi, ha avuto anche ripercussioni sui pazienti affetti da patologie croniche e oncologiche.

Pur in presenza di precise raccomandazioni, volte alla continuità degli interventi di classe A (tra cui vi sono quelli per patologie neoplastiche), l’Agenas ha raccolto evidenze di ritardi, rinvii e riduzioni di prestazioni.

Si è quindi determinata a fornire “indicazioni” alle Istituzioni Nazionali e Regionali. Queste le azioni da mettere in campo e le relative modalità organizzative.

1. In previsione di ulteriori emergenze, le Regioni e le P.A. dovranno prevedere che le strutture sanitarie adottino percorsi dedicati in aggiunta a quanto già previsto per i pazienti Covid-19.
2. Mantenere l’operatività delle attività di degenza ordinaria, ambulatoriale e day hospital delle strutture di oncologia medica e di ogni altro ambito clinico – assistenziale.
3. Stabilire standard per il fabbisogno di personale.
4. Riprendere a pieno regime e in modo omogeneo gli screening oncologici.
5. Ripensare la Medicina del Territorio e di Comunità.
6. Attivare e diffondere l’uso della telemedicina.
7. Potenziare le Reti assistenziali.
8. Implementare modalità organizzative con logica di prossimità.
9. Monitorare i volumi prestazionali erogati e i tempi d’attesa.
10. Promuovere l’integrazione delle fonti informative.


(*) Prof. Antonio Salvatore, Direttore Scientifico e Responsabile dello Sportello Salute ANCI Campania, Docente presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli