La denuncia del giornalista Enzo Palmesano: “A Caserta almeno tre candidati a sindaco legati a uomini delle logge massoniche”

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“La politica finita ormai da molti anni, nella nostra provincia impera il pensiero unico della borghesia organizzata”

Nella nostra provincia la politica è finita da molti anni, esiste un solo punto di vista: il pensiero unico della borghesia organizzata, la massoneria.

Basti pensare che a Caserta, alle più recenti elezioni comunali, almeno tre candidati a sindaco erano circondati da varie articolazioni delle logge massoniche, sia del braccio operativo sia di un livello più alto che attinge a un contesto gnostico, iniziatico, esoterico e rituale.

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Una circostanza che è stata del tutto ignorata dalla stampa casertana, che pure aveva tutti gli strumenti e le conoscenze per dare un quadro completo della penetrante azione massonica nelle istituzioni politico-amministrative”. Lo ha detto Enzo Palmesano, giornalista professionista vittima di reato di tipo mafioso e avversario politico della massoneria, intervenendo a un dibattito per la presentazione del libro di Pasquale Borrelli, “Knockout, storia di odio e amore” (Graus Edizioni), un romanzo ispirato alle vicende del centro sociale “Tempo Rosso” di Pignataro Maggiore (CE), punto di riferimento della resistenza politica in provincia di Caserta.

Presente tra il pubblico nel locale “Pecoranera Jazz Club” di Pignataro Maggiore – che ha ospitato l’incontro moderato da Dario Palmesano – il giornalista Enzo Palmesano ha tra l’altro sottolineato che “le varie azioni giudiziarie orchestrate contro i militanti del centro sociale Tempo Rosso erano ispirate da denunce provenienti proprio dagli ambienti legati alla borghesia organizzata. I giovani di Tempo Rosso venivano perseguitati e processati non perché commettevano reati ma perché facevano politica”.