La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compie 70 anni: ma sono veramente rispettati o siamo ancora fermi al 1948?

Settant’anni fa veniva firmata a Parigi la Dichiarazione Universale dei diritti umani e il prossimo 10 dicembre se ne celebrerà l’anniversario. In un periodo in cui non a tutti è garantita un’equità di dignità e di diritti, è ancora possibile affermare che questa dichiarazione sia valida?

Non serve andare lontano, perché anche se nessuno degli Stati firmatari riconosce a tutti indistintamente questi diritti assoluti, ogni giorno l’Italia è teatro della violazione di diritti come quello alla libertà o all’uguaglianza. Basti pensare che nel nostro Paese è difficilissimo ottenere la cittadinanza, tanto che anche gli immigrati di seconda o terza generazione non sono posti sullo stesso piano degli “italiani veri”.

Nonostante i continui interventi di organizzazioni come Amnesty International, poi, continuano a vivere nell’ingiustizia e nella sofferenza. In questo clima d’odio non è un caso che varie forme di razzismo crescano ogni giorno facendo in modo che la solidarietà venga considerata come se fosse un reato. È per questo che le istituzioni come UNCHR, che in numerose situazioni d’emergenza hanno aiutato e assistito le migliaia di sfollati, sono prese d’assalto come se si trattasse di criminali, mentre si preferisce abbandonare delle persone nelle mani di chi di lì a poco le ridurrà in schiavitù. È per questo che ActionAid, Amnesty International Italia, Caritas, Emergency e Oxfam hanno lanciato un appello per ripristinare il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo a garanzia di tutti, affinché si comprendano lo spirito di fratellanza e di uguaglianza alla base della Dichiarazione Universale. Il 10 dicembre scenderanno in numerose piazze italiane per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo questo tema ma soprattutto per far sentire la voce degli invisibili, dei senza nome e dei senza status italiani.

Oggi più che mai è importante celebrare l’anniversario della Dichiarazione dei diritti umani perché, anche se sono passati settant’anni, è urgente recuperare il principio di umanità che non caratterizza più neanche il nostro Paese. È importante contrastare la politica di “respingimento” che genera odio, violenza e razzismo, ed è al contempo necessario manifestare e sensibilizzare, invece, in favore dei sentimenti di unità, comunità e fratellanza.

La Dichiarazione dei diritti umani è un grande traguardo, ora impegniamoci a praticare e a garantire i principi che promuove.