La differenza tra illecito civile, illecito penale e illecito amministrativo

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La Dottrina e la Giurisprudenza analizzano due categorie principali di responsabilità: la responsabilità civile e la responsabilità penale. La prima viene suddivisa in due tipi quali la responsabilità contrattuale che nasce tra le parti contrattuali, parti stipulanti un negozio giuridico e nello specifico concernono alle obbligazioni. La seconda, invece, viene definita responsabilità extracontrattuale da atto illecito ed è quanto recita l’art. 2043 c.c. “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”, da tale norma si deduce che qualunque fatto volontario o commesso con negligenza, imprudenza o imperizia (colpa generica) oppure per l’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini (colpa specifica) atto ad arrecare un ingiusto danno, determina la responsabilità di colui che lo ha commesso e lo obbliga al risarcimento del danno.

La seconda tipologia di responsabilità, quella penale, invece, si occupa di determinate azioni od omissioni che configurano nel nostro codice penale un fatto di reato, e più specificatamente un delitto o una contravvenzione; tale differenziazione rispetto all’atipicità dell’illecito civile nel penale viene ad essere tipicità dell’illecito penale.

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Il soggetto agente è colui che ha commesso personalmente il fatto antigiuridico ed è responsabile per la commissione di una fattispecie di reato, di un delitto o di una contravvenzione, ciò rappresenta la personalità che è una peculiarità definita dall’art.27 comma 1 della Costituzione.

Il reato è un fatto giuridico umano vietato dall’ordinamento giuridico di uno Stato al quale si ricollega una sanzione penale e rientra nella più ampia categoria dell’illecito.

Il reato è sempre penale e non esiste il reato civile o amministrativo e spesso accade, ahimè, in una foga dello scrivere o del parlare sia giornalistico che   istituzionale,  e spesso si può leggere sui giornali o sentire dai media scrivere o parlare di “reati penali”. L’errore è grammaticale, si tratta di una ripetizione inutile e quelli che scrivono o dicono “reato penale” ripetono due volte lo stesso concetto. Il reato coinvolge esclusivamente il penale.

“Il lapsus sul reato penalepuò scaturire dalla definizione dell’termine illecito che in diritto, indica un comportamento umano contrario all’ordinamento giuridico e  determina la violazione di un dovere o di un obbligo posto da una norma giuridica (soprannominata primaria), al quale si ricollega una sanzione che rappresenta una norma secondaria.

L’illecito è un comportamento o azione che può essere commissivo quando viola un obbligo o dovere negativo (di non fare), oppure omissivo (vale a dire un’omissione), quando viola un obbligo o dovere positivo (di fare o di dare).

La sanzione penale rappresenta il “castigo” che lo Stato, attraverso l’autorità giudiziaria, a conclusione di un processo, infligge a un soggetto che abbia commesso un reato.

Il contrasto tra il comportamento e la norma primaria prende il nome di antigiuridicità. L’illecito civile ha come conseguenza le sanzioni civili (risarcimento, restituzioni), Il reato è il torto sanzionato con la pena.

L’illecito penale è soggetto al cosiddetto principio di legalitàsecondo il quale, nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge (ex art. 1 c.p.).

L’illecito amministrativo è un istituto giuridico sempre più spesso utilizzato dal legislatore europeo, al pari di quello “depenalizzato”, del quale costituisce il “genus”. Rappresenta una figura di illecito che si pone, approssimativamente, in posizione intermedia tra l’illecito “civile”, contrattuale o extracontrattuale, e l’illecito penale, cioè il reato.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco