La Festa della Tamorra a Carinaro, quindicesima edizione, termina con numeri in crescita

Boom di presenze per la quattordicesima edizione della Festa della Tammorra a Carinaro, terminata ieri tra lunghi applausi e grandi festeggiamenti. Regina indiscussa della tre giorni (iniziata venerdì): la tammorra e la sua lunga e imprescindibile tradizione fatta di sacro e profano, di musica e balli.

Obiettivo raggiunto anche in questa edizione, superata ogni stima, la città di Carinaro ha accolto nel corso della rassegna oltre 30mila persone superando di gran lunga le presenze registrate lo scorso anno. L’iniziativa è stata anche l’occasione per lanciare e mettere in risalto un nuovo ed importante progetto musicale “I Vico – piccola orchestra della tammorra”. Si tratta di un gruppo di musica popolare nato nel 2013 e che vede la direzione artistica di Luigi Rubiconti che ha spiegato: “Già lo scorso anno avevamo un progetto in atto che appartiene a quel piccolo segmento al confine tra musica popolare e musica classica ovvero I vico – la piccola orchestra festa della tammorra. Carinaro Attiva ha dunque da oggi una sua orchestra con l’obiettivo ultimo di organizzare, all’interno di palazzo De Angelis, a Carinaro, un centro di produzione e formazione artistica. Quest’anno in scena abbiamo portato il repertorio che spazia dalla classica tammurriata all’omaggio a Carlo Faiello, ma anche la pizzica salentina ma soprattutto la tarantella”. Il gruppo, accolto con forti applausi dal guppo e che ha ottenuto grandi consensi è composto da Sasà di Palma (voce solista),  Rita Varra (voce), Giada Torella (voce), Giovanni Firmaio (chitarra ritmica e voce), Roberto Silvestri (chitarra), Domenico Reale (tamburi a cornice), Lorenzo De Nardis (violino), Attilio Sardo (violoncello), Nando Pirone (flauto traverso), Domenico Fusco (basso), Mario Nigliato (batteria), con la gradita partecipazione di Emanuela De Vivo.

A calare il sipario sulla 14esima edizione, ieri, in un’affollatissima piazza Triste, è stato Marcello Colasurdo che ha acceso i riflettori sulla musica popolare attraverso un progetto che fonda le sue basi in anni di militanza canora, sociale e politica in un modo fatto di riti, feste e canti. Sul palcoscenico, nel corso della serata anche Alla Bua, gruppo etnomusicale salentino.

Tradizione e innovazione, magia e superstizione si sono mescolati in un luogo che anno per anno diventa sempre di più il simbolo della cultura popolare, un luogo in cui la contaminazione viene sperimentata con coraggio e audacia senza dimenticare mai la forza delle origini.

Intanto Comune, organizzatori, associazioni e partner già pensano alla prossima edizione, tantissime le novità che attenderanno la Festa della Tammorra di Carinaro.

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