La Formula 1 riparte domenica prossima, il 5 luglio in Austria. Forse l’Italia avrà più di un Gran Premio

Un'immagine dalla partenza del Gran Premio d'Austria 2019

Nemmeno il Coronavirus è riuscito a fermare la Formula 1, se non momentaneamente. Il prossimo fine settimana il campionato mondiale della massima serie dell’automobilismo inaugurerà la stagione 2020 in Austria a Spielberg.

Il Mondiale 2020 di F1 sarebbe dovuto partire a marzo in Australia, come da tradizione, ma la pandemia ha costretto a rimodulare completamente il calendario che prevedeva inizialmente 21 gare in giro per il Mondo.

Molte nazioni, in particolare in Asia e Sud America, sono ancora attanagliate dal Covid-19. In nessun autodromo quest’anno potrà essere presente il pubblico ed il mancato introito derivato dalla vendita dei biglietti ha scoraggiato gli organizzatori dei singoli Gran Premi.

Secondo voci accreditate anche molti sponsor internazionali avrebbero intenzione di scappare per mancanza di budget. La situazione dal punto di vista finanziario è tragica ma si correrà comunque.

I 20 piloti impegnati nel Campionato di F1 2020

Le Prime 8 Gare in Calendario

Liberty Media Corporation, società titolare dei diritti della Formula 1, ha compiuto uno sforzo titanico per inserire ufficialmente le prime 8 gare in Calendario scegliendo le piste sulle quali è possibile dal punto di vista finanziario organizzare un Gran Premo e situate in nazioni che sono già uscite dalla fase più dura dell’emergenza sanitaria.

Non a caso le prime due gare consecutive si correranno sul tracciato dal 2011 di proprietà della Red Bull in Austria, lo storico A1-Ring ribattezzato appunto Red Bull Ring.

Due gare saranno disputate anche in Inghilterra a Silverstone, culla natìa della F1. Ripetere due gare consecutive sulla stessa pista è uno stratagemma necessario quest’anno per raggiungere il numero minimo di gare.

Dal punto di vista del regolamento alla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobilismo sportivo) bastano 8 gare per dare validità al Campionato Mondiale ma il vero numero magico è 15 perché con meno gare le televisioni di tutto il mondo non saranno costrette a pagare i diritti a Liberty Media, come previsto dai contratti.

L’intenzione di Liberty Media e FIA è quella di arrivare almeno a 16 o 17 gare, per evitare brutte sorprese, da ufficializzare nell’arco dei mesi successivi andando a comporre un calendario con quasi una corsa ogni fine settimana fino a dicembre inoltrato. Una vera corsa contro il tempo.

L’Ipotesi Mugello

Monza è sacra ed intoccabile. Il Gran Premio d’Italia si disputerà nel Tempio della Velocità domenica 6 settembre e su questo non ci sono mai stati dubbi. Il presidente ACI Angelo Sticchi Damiani ha recentemente rinnovato il contratto tra monda e la F1 fino al 2024.

Tanto premesso, ci sono altre 2 piste in Italia – Imola e Mugello – che si candidano per ospitare un Gran Premo di Formula 1 in un contesto generale in cui gli organizzatori della massima serie sono alla disperata ricerca di autodromi disponibili ed i promoter di tutto il mondo scappano per paura di tracolli finanziari.

Anche Imola è una pista storica per la F1 ma l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari non ospita una corsa iridata dal 2006. Aggiornata nelle infrastrutture, la pista di Imola ha recentemente ottenuto di nuovo l’Omologazione di Grado 1 dalla FIA, dunque è abilitata ad ospitare una corsa della massima categoria. Nulla è stato ancora deciso ufficialmente ma nulla accade per caso in F1.

L’Autodromo Internazionale del Mugello si trova in Toscana ed è di proprietà della Ferrari. Ospita il Gran Premio d’Italia di MotoGP ma sulle colline toscane non è mai stata disputata una gara di F1. Il circuito è estremamente tecnico e probante per piloti e macchine infatti Enzo Ferrari comprò il Mugello proprio come pista di collaudo per le sue creature. Il nastro d’asfalto non è molto largo e potrebbe rendere difficili i sorpassi con le macchine ma l’ipotesi di un GP al Mugello è davvero suggestiva.

Esistendo già il GP d’Italia la titolazione della gara del Mugello dovrebbe essere Gran Premio della Toscana, l’ufficialità è attesa a giorni. La gara sarebbe la nona del calendario, appena dopo quella di Monza e, fatalmente, coinciderebbe esattamente la gara numero 1000 per la Ferrari.

Se la monoposto rossa di quest’anno è stata battezzata Ferrari SF1000 c’è un motivo: quest’anno il Cavallino Rampante toccherà quota 1000 GP disputati, una cifra record che solo Ferrari al momento ha raggiunto in quanto la squadra di Maranello è l’unica ad aver partecipato sempre alla F1 dal 1950 ad oggi.

Un traguardo esclusivo che è doveroso celebrare e farlo sulla pista di casa sarebbe una festa grandiosa, irripetibile, imperdibile. Un’occasione anche dal punto di vista del marketing che nemmeno Liberty Media vorrà lasciarsi sfuggire…

L’anno dei Record

Il 2020 doveva essere un anno speciale per la F1 e non certo per gli sconvolgimenti portati dal Coronavirus. La massima categoria festeggia i 70 anni di esistenza oltre al millesimo gran premio organizzato. Oltre a queste due ricorrenze ci sono importanti primati in procinto di essere battuti:

Lewis Hamilton potrebbe eguagliare Michael Shumacher a quota 7 Titoli Mondiali vinti, che rimane il record assoluto;

All’alfiere della Mercedes mancano 7 vittorie per strappare a Shumacher anche il record del maggior numero di gare vinte in F1, il tedesco ne ha totalizzate 91 in carriera;

Molto probabilmente Hamilton toglierà a Shumacher anche il record di piazzamenti a podio: sono 155 per il ferrarista e 151 per Lewis;

A Kimi Raikkonen basteranno 10 partenze per battere il record di 323 Gran Premi disputati che attualmente appartiene a Rubens Barichello è che per anni è stato appannaggio dell’Italiano Riccardo Patrese.

Le novità in pista

Durante la pausa forzata gli ingegneri hanno provato ad evolvere le monoposto che, dunque, non saranno le stesse viste a marzo a Melbourne e nei test invernali di Barcellona. Oltre alle novità tecniche, come al solito quasi invisibili, le recenti vicissitudini hanno apportato tanti cambi di livrea:

Le Mercedes diventano nere. Le frecce d’argento abbandonano lo storico colore grigio chiaro per sposare la causa contro il razzismo del movimento Black Lives Matter di cui Hamilton si è fatto testimonial;

La Safety Car, anche questa con la stella a tre punte sul cofano, è decorata quest’anno con l’arcobaleno di “We Race as One” cioè la campagna della Formula 1 nella lotta al Covid-19, alla povertà ed alle diseguaglianze sociali, specie quelle che impediscono ad i ragazzi di avvicinarsi allo sport dei motori;

Arcobaleno che campeggia anche sulle macchine dei concorrenti accompagnato dall’hashtag #weraceasone perché nella F1 moderna conta di più chiudere il budget ed essere politically correct che vincere;

La Scuderia Toro Rosso ha cambiato nome in Scuderia AlphaTauri. Nessuna novità nella compagine che resta lo junior team della Red Bull ma adesso, per motivi di marketing, porta il nome del brand di abbigliamento dello stesso gruppo industriale. Bellissima la nuova livrea in bianco e blu scuro;

Novità anche per la Wlliams che ha cambiato colori in seguito ad un cambio sponsor – Sofina al posto di Rokit – e per la Ferrari che ha aggiunto sulla carrozzeria la scritta #forzaAlex per augurare una pronta guarigione ad Alessandro Zanardi.

Finalmente si riparte!

Il grande Circus della Formula 1 riparte con il suo immenso corollario di polemiche, battaglie politiche, evoluzione tecnologica ed intrighi finanziari. Tutti elementi che aggiungono fascino a questo che non è soltanto uno sport.

Mai nella storia gli appassionati avevo dovuto aspettare tanti mesi per godersi la prima gara del campionato che, proprio per questo, stavolta sarà ancora più emozionante del solito.