La fortuna della Commedia di Dante: il nuovo libro del prof. Giuseppe Papale

Dante Alighieri

Il divin poeta, Dante Alighieri, rivive nelle pagine del libro scritto dal professore di lettere Giuseppe Papale, di Santa Maria Capua Vetere, pubblicato dalla casa editrice casertana Spring.

Laureato in Lettere Classiche e Moderne, il docente si interessa di diversi aspetti legati al mondo culturale dell’antichità e della modernità. Per il nostro giornale gestisce la rubrica “In compagnia di una poesia“, in cui vengono trattati argomenti di attualità corredati da una poesia scelta ad hoc.

Inoltre ha pubblicato di recente anche un secondo volume, intitolato “Storia dell’oratoria forense“, con l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo, illustre rappresentante del foro sammaritano, in cui tratta l’antichissimo rapporto tra oratoria ed avvocatura nel corso dei secoli.

Alcune edizioni a stampa della Commedia di Dante dal ‘400 al ‘700“, questo il titolo della ricerca, è un manuale molto interessante, sia per le numerose immagini di accompagnamento che per lo stile discorsivo.

Un manuale per tutti i lettori, quindi, che ci fa comprendere come le edizioni a stampa della Commedia dell’illustre dotto fiorentino abbiano inciso a livello di marketing editoriale sull’opera stessa e sulla sua fortuna.

Pertanto, abbiamo chiesto allo scrittore come è nata l’idea di questo manuale ed il professore Papale ci ha così risposto:

La passione per Dante germoglia tra i banchi di scuola, grazie anche alla passione che Padre Belardo, il Liceo Classico e la città di S. Maria Capua Vetere tutta dedicavano e dedicano tutt’ora alla kermesse letteraria della Lectura Dantis.

L’idea del suddetto libro è nata, invece, dalla missione di svelare a tutti i lettori, non solo gli addetti ai lavori o agli specialisti, come il testo di Dante, attraverso le principali edizioni, in un arco temporale abbastanza ampio, che va dalla nascita della stampa al XVIII sec., sia stato influenzato dal panorama storico-culturale delle varie epoche ma ne abbia anche condizionato il corso. Ho in progetto anche un altro saggio, incentrato sulle figure femminili della Commedia, cui sto lavorando.

Un testo importante, quindi, presente in tutte le librerie, proprio in concomitanza del Dante Day che si terrà il 25 marzo, quando verrà ricordata la fama intramontabile di questo letterato, poeta e saggista. Sveliamo, allora, qualche curiosità inerente il testo…

La Commedia: dai manoscritti alle edizioni a stampa

Prima delle edizioni a stampa, l’opera dantesca circolò attraverso i manoscritti. Il 1336, infatti, è l’anno in cui fu reso pubblico il primo codice pergamenaceo della Commedia, stilato dal copista Antonio da Fermo, attualmente conservato nella Biblioteca Comunale Passerini Landi di Piacenza; dopo quell’anno aumentarono le copie manoscritte della principale opera dantesca tanto da diventare famosa in diversi circoli culturali. Come è stato scritto nella presentazione al volume dal prof.re di Biblioteconomia e Bibliografia, il casertano Giuseppe de Nitto:

Nel corso dello stesso secolo XIV troviamo ben duecento manoscritti della Commedia, che si accrescono di altri quattrocento nel secolo successivo. Numero enorme che attesta il grande interesse e l’immediata popolarità raggiunta dal testo dantesco“.

L’editio princeps della Commedia stampata fu, invece, opera di Giovanni Numeister, nativo di Magonza, che, nella città di Foligno, la editò l’11 aprile 1472, con una tipologia di scrittura di stampo manoscritto, senza aggiunta di immagini o commento.

La prima esegesi, invece, si avrà nell’edizione veneziana del 1477 e con essa il primo giallo: è interessante sapere, infatti, che, in questa edizione, il commentatore non fu Benevento da Imola, come è scritto all’interno del volume dantesco, ma Jacopo Della Lana; il richiamo editoriale di un intellettuale più importante (Benevento da Impola) sorpassò il diritto d’autore legalmente dovuto al vero autore del commento (Jacopo della Lana), che solo col tempo ebbe il dovuto riconoscimento.

Non solo testo e commento ma anche immagini: il famosissimo padre della Venere, il pittore Sandro Botticelli, fu il primo disegnatore delle immagini inserite a corredo del testo dantesco nell’edizione fiorentina del 1481.

Si iniziarono ad avere anche degli aggiornamenti: in seguito alle revisioni filologiche della Commedia, infatti, nacque l’edizione corretta e rivista filologicamente da Pietro Bembo dell’edizione di Aldo Manuzio del 1502.

Inoltre, oltre a problemi di plagio editoriale, come nel caso dell’edizione veneziana del 1477, precedentemente trattato, ci furono anche copie contraffatte, in questo caso, dell’opera bembiana-manuziana, con un notevole danno economico e di immagine. A causa, infatti dei costi eccessivi e quindi dell’impossibilità di acquisto da parte dei lettori, circolarono delle edizioni taroccate (come oggi accade per le borse ed i profumi), che, se non altro, ebbero il merito di avvicinare il testo dantesco anche alle classi non abbienti.

Dante fu molto stimato anche dalle donne, come si evince dalla dedica alla poetessa ed intellettuale Vittoria Colonna nell’edizione del 1502.

Queste, quindi, solo alcune piccole notizie presenti tra le pagine di questo interessante libro, in cui sembra di rivivere la storia del testo dantesco tra plagi, innovazioni ed uso, proprio come accade ai giorni nostri.