La foto su CCVIC Caserta, clochard dorme sulle scale del sottopasso di via Acquaviva

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Non è una novità purtroppo l’immagine di un senzatetto all’addiaccio sotto coltri di coperte, da qualche parte, davanti alla stazione, su di un marciapiede accanto ad un negozio, su qualche panchina nelle villette. Una città, una società che si definisce civile non dovrebbe avere più di queste scene terribili.

Ma è anche troppo semplicistico sbarazzarsi della questione così. Sono fin troppe le implicazioni che determinano situazioni del genere, dalla regolarità della vita amministrativa dei comuni, dalla diffusione delle associazioni di volontariato sul territorio, fino alle decisioni personali di coloro che talvolta, sembra assurdo ma succede, decidono di vivere in questo modo.

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La foto di copertina, scattata da uno dei membri del gruppo di cittadinanza attiva su Facebook, Ciò che vedo in città Caserta, Giovanna Morena, mostra uno dei clochards avvolto dalle coperte dormire sulla scalinata del sottopasso di via Acquaviva, una delle due uscite. L’immagine è toccante sicuramente, se pensiamo al freddo delle ultime notti e alla posizione decisamente più che scomoda dell’uomo.

Un sottopasso tra l’altro che continua ad essere un problema serio per quella zona, sia in fatto d’igiene che di sicurezza, non attenzionato, non monitorato, sporco e abbandonato al degrado.

Ma non è il solo senzatetto a vivere per strada ovviamente, da tempo i cittadini segnalano un uomo di colore, dall’apparente età di 40 anni, accampato nel sottopasso di San Benedetto, in ogni stagione, con ogni clima e temperatura. Un’altra coppia, marito e moglie vivono nell’ingresso di un garage in via Ferrarecce. Qualcuno occupa la parte antistante della galleria del Corso Trieste, quella di fronte all’ex Cinema San Marco, e ancora altri ne potremmo elencare.

Caserta, piccolo centro di provincia, ha in qualche modo cercato di arginare il fenomeno dei clochard con l’attivazione di una serie di patti di collaborazione anche con le humanitas locali, la Caritas per esempio ha messo a disposizione letti nella Casa d’Accoglienza “Laudato sì” nell’Oasi Francescana, altri nei pressi della Chiesetta di San Carlo e Sant’Eugenio, da tutti conosciuti come Chiesa di Montevergine, all’inizio di via San Carlo. Altre realtà come l’Opera Sant’Anna o Casa L’aura, pur non offrendo da dormire, preparano i pasti.

Varie le associazioni che si muovono sistematicamente sul territorio, come L’Angelo degli Ultimi, associazione che gestisce altresì una struttura nei pressi della stazione, La Casa del Sorriso, con 16 posti letto, servizio docce e cambi e il ritiro della cena, più un servizio on the road con camper per coloro che non vogliono o non possono entrare in struttura.

Insomma, vi diremo che non è semplicissimo come sembra, ma la possibilità di dormire al coperto c’è. In ogni caso, le vicissitudini della vita a volte incontrollabili, creeranno sempre situazioni al limite come questa. I cittadini che si ritrovano davanti a tali eventi sono eticamente tenuti a segnalare anche alle istituzioni, alla Polizia Municipale, la presenza di senza tetto, affinchè si possa in qualche modo attivare le procedure di aiuto e sostegno del caso.