La Giornata Mondiale della “scarpetta rossa”

Emblema della lotta contro la violenza sulle donne, la giornata è stata istituita dall’Assemblea degli USA nel 1999 per ricordare il femminicidio delle sorelle Mirabal che si opponevano alla dittatura in America latina. Solo da qualche anno, tuttavia , il mondo occidentale celebra la data del 25 novembre per la ribellione contro le prevaricazioni subite dalle donne da parte degli uomini. Sempre più spesso dopo la fine di una relazione, dovuta a stanchezza, incomprensioni o tradimenti , si assiste a reazioni di violenza che sfociano in azioni criminali che di anno in anno continuano a mietere vittime in ambito domestico.

Molte sono state le iniziative prese dalle varie associazioni internazionali che continueranno anche nei prossimi giorni  per la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro la violenza di genere .

Si tratta di concorsi da promuovere nelle scuole, convegni aperti al pubblico di tutte le età, cortei che attraversano le principali piazze delle città e soprattutto la più ampia pubblicizzazione del numero rosa 1522 per dare supporto alle vittime con assoluta garanzia di anonimato e secondo  un protocollo condiviso con le forze dell’ordine.

Eppure per anni si è puntato il dito  contro l’Oriente per il modo in cui vengono considerate e trattate le donne, ma in Occidente, dove la libertà della donna è ampiamente riconosciuta, alla luce delle continue violenze subite, con amarezza e consapevolezza della regressione della società dobbiamo constatare che si stanno attenuando le differenze tra Occidente e Oriente.

Appare allora necessario celebrare un giornata per infondere alle donne maltrattate e perseguitate il coraggio di denunciare senza paura ed entrare in una rete d’aiuto e di solidarietà, perché ogni donna possa sempre dire : “Mi chiamo Eva e amo l’amore!”.