La grande beffa: consentiti viaggi all’Estero ma non in Italia

La grande beffa, consentiti viaggi all’Estero ma non in Italia

Fa discutere e fa rabbia la scelta di consentire viaggi all’Estero per le vacanze pasquali: da un lato, ciò pare inaccettabile per tutte quelle persone che non possono vedere un loro caro da mesi a causa del divieto di spostamento tra Regioni, divieto non più esistente (come confermato da nota del Viminale) se invece bisogna raggiungere un porto per prendere una nave da crociera o un aeroporto per andare alle Canarie ad esempio; dall’altro, vi è l’indignazione di tutti gli operatori del settore turistico italiano il cui lavoro è bloccato da mesi.

Indignazione oggettiva e condivisibile se si pensa che albergatori, ristoratori e affini hanno investito economicamente per rendere “sicure” le proprie strutture in vista di una ripartenza e che invece ricevono il colpo di grazia che affossa il turismo Made in Italy in favore di quello estero.

Di questo avviso, Barnabò Bocca presidente nazionale di Federalberghi, il quale ha criticato aspramente questa scelta del Governo che di fatto mette K.O il turismo italiano: basti pensare che attualmente l’85% di alberghi è chiuso e se non vi sarà un’immediata ripartenza molti di essi non avranno le risorse per riaprire.

L’associazione di categoria ha quindi chiesto al Governo di adottare un provvedimento ad hoc per consentire anche in Italia la logica adottata per gli spostamenti all’ Estero, ossia tampone negativo non oltre le 48 ore prima del viaggio e quarantena al ritorno o in alternativa certificazione che attesti la vaccinazione Covid; la speranza è che si riesca ad operare in tal senso se non per Pasqua, almeno per tutti gli altri ponti primaverili.

E se le condizioni epidemiologiche non lo consentissero, le restrizioni a onor di logica dovrebbero valere per tutti, poiché chi ci assicura che tutti questi vacanzieri all’Estero, al ritorno non portino qualche nuova variante del virus e si rendano complici di un’ulteriore ondata??