La Guardia Medica di Caserta non va a domicilio, paziente febbricitante minaccia azioni legali

È tempo di influenze, di brutte influenze, con febbri alte e tutto il corredo brutto e dannoso dei malanni di stagione.

Sì sopportano e si spera che passino nel più breve tempo possibile. Ma quando ci costringono a letto in condizioni abbastanza difficili, difficoltà a respirare, temperature molto alte, beh ci si spaventa sempre, soprattutto nelle ore notturne.

Capita così, che in mancanza del proprio rassicurante medico di base si ricorra alla guardia medica soprattutto in presenza di qualche emergenza. È il caso di Antonella F. una mamma single che in piena notte si è ritrovata febbricitante lei stessa, insieme al figlio adolescente che purtroppo, a causa della temperatura davvero molto alta, quasi vaneggiava .

Sicuramente, in via domestica ed emergenziale, ricorriamo tutti alla buona vecchia Tachipirina, ma la febbre del ragazzo non scendeva e la signora Antonella ha prontamente chiamato la guardia medica descrivendo la situazione difficile e l’impossibilità di muoversi di entrambi.

Il dottore di turno ha però ritenuto non necessario recarsi a domicilio, nonostante l’invito pressante della signora. Risultato, la poverina, spaventata dalle condizioni del figlio è dovuta scendere in piena notte febbricitante e con il ragazzo decisamente in cattive condizioni fisiche e recarsi personalmente presso il presidio di Guardia Medica. È stata una notte sicuramente difficile anche perché il giovane camminava a fatica sorretto a sua volta dalla mamma anch’essa acciaccata.

Il giorno dopo ovviamente l’arrabbiatura era tanta, e ci si chiede fino a che punto il medico di turno può rifiutare di andare presso l’abitazione del malato. La signora Antonella ha deciso di rivolgersi ad un avvocato per capire fino in fondo se l’episodio che le è capitato rientri o meno nella norma. Se così non fosse adirà alle vie legali.

Abbiamo raccontato un episodio che sarà capitato ad ognuno di noi. Quante volte negli ultimi tempi ci siamo ritrovati anche noi nella situazione della signora Antonella, di notte, semmai da soli in casa e costretti a metterci in macchina doloranti per recarci personalmente alla Guardia Medica. E poi chiederci affranti: “Ma il medico ormai non viene più a casa, si può pretendere la visita a domicilio”?

Ebbene, se è vero che il paziente non ha sempre diritto alla visita a domicilio da parte della guardia medica, può invece esigerla se c’è un’urgenza. Il dottore che, in tali situazioni, si limita a prescrivere per telefono le medicine da assumere può essere denunciato per omissione di atti d’ufficio. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza.

In sintesi, il pensiero espresso dalla Corte è il seguente: per pretendere la visita medica a domicilio è necessario che sussista una situazione di pericolo grave e urgente per la salute del paziente. Ma tale urgenza non va valutata “ex post”, ossia sulla scorta di quello che poi viene effettivamente riscontrato nel paziente all’atto dell’ingresso al pronto soccorso, ma “ex ante”, ossia sulla base dei sintomi riferiti al medico.

In definitiva, se c’è il rischio, infatti, che dai sintomi riferiti ci possa essere un grave danno alla salute, il sanitario ha l’obbligo di intervenire, ma il medico ha, in realtà, piena discrezionalità scientifica: egli cioè ha autonomia nel valutare – secondo la sintomatologia descrittagli al telefono – se la situazione richieda un intervento d’urgenza e, quindi, sia da valutare come grave o meno.

Anche se, attenzione, la Cassazione ha in più occasioni affermato che integra il delitto di rifiuto di atti d’ufficio la condotta del medico in servizio di guardia medica che non aderisce alla richiesta di intervento domiciliare urgente e si limiti a consigliare per via telefonica la somministrazione di un farmaco, nonostante la diagnosi più “grave” venga scongiurata dal pronto soccorso.

Il giudice può valutare la scelta del medico di non presentarsi alla visita domiciliare per accertare se tale valutazione sia stata fatta correttamente o se costituisca solo un pretesto per giustificare l’inadempimento dei propri doveri.

Info da www.laleggepertutti.it

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