La Guardiense celebra l’eccellenza del Sannio con un evento dedicato alle nuove annate

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Una serata tra storia, cultura e innovazione enologica, con la degustazione di sette etichette che raccontano l’anima del territorio

Guardia Sanframondi – Si è tenuta ieri sera, tra i suggestivi vigneti del Sannio beneventano, la presentazione ufficiale delle nuove annate de La Guardiense, cantina storica che da oltre sessant’anni incarna la tradizione e l’innovazione vitivinicola della Campania.

L’evento, ospitato nella sede aziendale di Guardia Sanframondi, ha riunito un pubblico di esperti, giornalisti e appassionati, trasformandosi in un vero e proprio tributo all’enologia territoriale.

Un incontro d’autore tra vino e cultura

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Ad aprire la serata è stato Domizio Pigna, presidente de La Guardiense, che ha sottolineato l’impegno dell’azienda nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, tra cui Falanghina, Aglianico e Greco. «Ogni annata è una pagina di storia che scriviamo insieme alla nostra terra», ha dichiarato Pigna, ricordando il legame indissolubile tra l’azienda e il territorio.

A rendere ancora più prestigiosa l’occasione, la presenza di due grandi nomi del panorama enologico e giornalistico italiano: Riccardo Cotarella, celebre enologo e presidente di Assoenologi, e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico tra i più influenti del settore.

I due hanno condotto una degustazione tecnico-narrativa, accompagnando i presenti in un viaggio sensoriale attraverso le diverse espressioni dei vini del Sannio.

Domizio Pigna, Riccardo Cotarella e Luciano Pignataro
Domizio Pigna, Riccardo Cotarella e Luciano Pignataro

Dalle annate storiche alle nuove uscite: sette etichette in degustazione

La serata ha visto protagonisti sette vini, selezionati per rappresentare sia le nuove produzioni che le riserve più iconiche de La Guardiense:

SENETE Falanghina del Sannio DOC 2024: Un bianco brillante e fragrante, dal profilo floreale e fruttato (mela verde, pesca, glicine), con un sorso fresco, minerale e ben equilibrato. Il finale mandorlato ha conferito eleganza e tipicità.

SENETE Falanghina del Sannio DOC 2016: Versione evoluta e complessa, con note terziarie di miele e frutta secca. Al palato si è rivelata rotonda e strutturata, dimostrando la sorprendente capacità di invecchiamento della Falanghina.

BIANCOLUME Falanghina del Sannio DOC 2022: Espressione più immediata e solare della Falanghina, con profumi di pera matura, agrumi e fiori bianchi. In bocca ha mostrato freschezza, buona struttura e una piacevole mineralità.

COLLE DI TILIO Sannio DOC Fiano 2024: Un Fiano giovane ma già elegante, con sentori di fiori di campo, nocciola e agrumi. Il sorso è stato fresco, persistente e ben bilanciato.

COLLE DI TILIO Sannio DOC Fiano 2016: Annata che ha rivelato la profondità del vitigno: profumi evoluti di miele, frutta secca e idrocarburi, con un gusto morbido e ancora vivace, a testimonianza della longevità del Fiano del Sannio.

PIETRALATA Sannio DOC Greco 2024: Un bianco di grande personalità, con profumi di albicocca, erbe aromatiche e fiori gialli. Al palato si è distinto per la sua acidità spiccata, sapidità e struttura piena.

PIETRALATA Sannio DOC Greco 2019: Versione matura e complessa, con sentori di miele, zafferano e pietra focaia. Il gusto è stato profondo, persistente e minerale, confermando il potenziale evolutivo del Greco.

Visita allo showroom de La Guardiense
Visita allo showroom de La Guardiense

La Guardiense: ambasciatrice del Sannio nel mondo

L’evento è stato anche un momento di riflessione sul ruolo trainante de La Guardiense nell’enologia campana. Con oltre 1.000 soci viticoltori e una produzione che spazia dai vini d’autore alle linee accessibili, l’azienda rappresenta un modello di cooperativa di qualità, capace di competere sui mercati internazionali senza perdere la propria identità.

«Qui non si fa solo vino, si scrive la storia di un territorio», ha commentato Pignataro, mentre Cotarella ha aggiunto: «Il Sannio ha tutte le carte in regola per affermarsi tra le grandi aree vitivinicole italiane, e La Guardiense ne è la prova».

Un appuntamento che ha confermato come il vino non sia solo un prodotto, ma un racconto di persone, territori e tradizioni – e che La Guardiense, con le sue annate, continua a scriverne pagine indimenticabili.