La Jabil non fa marcia indietro sui licenziamenti dello stabilimento di Marcianise

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Quattro pullman di lavoratori Jabil questa mattina sono partiti diretti a Roma per fermare i licenziamenti, ma la proprietà non arretra

Circa duecento i lavoratori dello stabilimento di Marcianise della multinazionale Jabil che si sono recati a Roma per l’incontro tra le parti al Ministero dello Sviluppo Economico, il 31 gennaio infatti scade la cassa integrazione.

Ma a quanto pare non sono emerse soluzioni alternative che siano praticabili, e quindi la Jabil potrebbe iniziare da subito ad inviare le lettere di licenziamento ai 199 lavoratori individuati su un totale di 440 attualmente in organico al sito di Marcianise.

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È quanto emerso dal tavolo tenuto al Ministero dello sviluppo economico alla presenza della sottosegretaria Fausta Bergamotto, dei rappresentanti sindacali mentre il country manager di Jabil Italia Clemente Cillo era in videoconferenza così come l’assessore regionale Antonio Marchiello e il dirigente regionale Caiazza.

I sindacati hanno infatti chiesto come precondizione per trattare, il ritiro o la sospensione del piano di licenziamenti.

Ma il confronto previsto dalla normativa sui licenziamenti collettivi, non ha fatto registrare alcun passo in avanti neanche di fronte alla scadenza ormai imminente della cassa integrazione, che avverrà il prossimo 31 gennaio. “La Jabil ha trattato con un’arma carica” ha detto il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco. “Non vuole tenersi più in carico dal primo febbraio i 190 lavoratori, questa è l’unica certezza”.

L’auspicio di sindacati e lavoratori è che l’azienda si prenda ancora un po’ di tempo magari per individuare eventuali piani di ricollocamento dei lavoratori da licenziare.