La Lancia Flaminia 335 Landaulet del Quirinale alla Festa della Repubblica

La parata del 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica è una delle rare occasioni in cui il capo di Stato italiano sfoggia uno dei gioielli custoditi nei garage del Palazzo del Quirinale: la Lancia Flaminia 335 Landaulet del 1961.

Si tratta dell’automobile istituzionale della Presidenza della Repubblica italiana, una meravigliosa Lancia d’epoca realizzata artigianalmente e considerata la più bella al mondo tra le vetture di rappresentanza dei capi di Stato. Per tradizione la Lancia Flaminia 335 viene usata soltanto in occasione della parata del 2 giugno, per l’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica e per poche altre cerimonie ufficiali della massima importanza.

I quattro esemplari realizzati, completati tra il 1960 ed il 1961, recano specifiche leggermente diverse e sono stati battezzati ognuno con un nome proprio così come accade per i cavalli e così come avviene ancora oggi da antica tradizione per le automobili del Quirinale. Le quattro vetture prendono il nome di Belfiore (telaio 813-99-1001, targa Roma 454308), Belmonte (telaio 813-99-1002, targa Roma 454306), Belsito (telaio 813-99-1004, targa Roma 474229) e Belvedere (telaio 813-99-1003, targa Roma 454307).
La Belsito è l’unica ad avere il tetto fisso trasparente in vetro e perspex in luogo del tetto apribile in tela, così da poter essere usata per le sfilate nei giorni di pioggia.

Le quattro Flaminia presidenziali non sono dotate di alcun tipo di blindatura, naturalmente a causa dell’età del progetto. Per questo motivo, oltre che per la preziosità e l’antichità delle macchine stesse, il Presidente della Repubblica le usa molto raramente. Di conseguenza occorrono una deroga alle regole per la sicurezza e speciali attenzioni da parte del Reggimento Corazzieri.

Lunga 5,46 metri, pesante circa due tonnellate, la Lancia Flaminia 335 è dotata di 4 porte e può ospitare comodamente sette passeggeri. Verniciata nel classico colore blu scuro istituzionale e con interni in pregiata pelle Connolly 8500 di colore nero, è dotata del tetto con meccanismo idraulico di apertura.
Il motore è un 6 cilindri a V di 2458 cc di cilindrata capace di 102 cavalli, la trasmissione è dotata di rapporti accorciati al ponte per favorire la marcia a passo d’uomo durante le parate, per cui la 335 può raggiungere una velocità massima di 120 km/h in luogo dei 160 km/h delle normali Flaminia.

La formula di carrozzeria è Landaulet, ovvero allungata rispetto alle normali berline di rappresentanza ma, al contrario di quanto avviene nelle limousine, il conducente è coperto da un normale tetto in lamiera mentre nella zona riservata ai passeggeri posteriori è aperta come su una cabriolet, così da esporli all’acclamazione del pubblico durante le sfilate. Questo tipo di vettura, estremamente speciale e prestigioso, è usato quasi esclusivamente da papi, regnanti e capi di stato nelle occasioni più speciali.

La Lancia Flaminia 335 fu commissionata al celebre carrozziere Pininfarina nel 1960 dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi al fine di sostituire la regale ma ormai obsoleta vettura istituzionale, la Fiat 2800 Torpedo Reale del 1939 realizzata a suo tempo per Re Vittorio Emanuele III.
La prima uscita della Flaminia 335 fu in occasione della visita a Roma della Regina Elisabetta d’Inghilterra nel 1961. In seguito la Lancia fu usata per le visite di John Fitzgerald Kennedy nel 1963 e di Charles De Gaulle, poi altre volte in occasione di cerimonie istituzionali. Le Flaminia 335 rimasero in servizio attivo al Quirinale fino al 1982 ma furono usate saltuariamente da Oscar Luigi Scalfaro per le visite ufficiali, mente fu Carlo Azeglio Ciampi il primo Presidente della Repubblica ad usarne una per il suo insediamento.

Secondo alcune fonti nel 1961 fu realizzato un quinto esemplare della Flaminia 335 donato da Gronchi alla Regina Elisabetta II e la macchina sarebbe ancora oggi segretamente custodita a Buckingham Palace ma di questa leggenda non esiste alcuna traccia storica. Di sicuro invece, le 335 sono estremamente difficili da guidare a causa delle dimensioni, della trasmissione e della frizione complicate da gestire soprattutto nelle complicate condizioni in cui si svolge una parata, con Corazzieri, poliziotti e pubblico a poca distanza. Infatti gli autisti sono sottoposti ad un lungo addestramento e regolari sessioni di allenamento.

Negli anni ’60 il marchio Lancia viveva fasti oggi inimmaginabili e costruiva automobili prestigiose ma anche sportive, di assoluta avanguardia per stile e tecnica. In particolare la Flaminia, ammiraglia lanciata nel 1957, era nota per la sua eleganza nonché per l’inarrivabile livello di comfort e di finiture interne. Fu dunque naturale scegliere una vettura del marchio torinese per la massima carica dello Stato.
Il maestro carrozziere Pininfarina usò come base la Flaminia convertibile allungandone il passo (la distanza tra gli assi delle ruote) dagli originali 287cm fino a 335cm, cifra da cui deriva il nome della vettura. La carrozzeria allungata fu realizzata a mano.

Le quattro Lancia vantano ancora vernice, tappezzeria e persino il doppio autoradio Voxon originale. La manutenzione è resa difficoltosa dal fatto che le 335 hanno diversi elementi meccanici non in comune con le Flaminia di serie quali la pompa del carburante elettrica, bobina e molti elementi dello chassis.
I delicati pannelli della carrozzeria, realizzati a mano, sono stati spesso ammaccati dai Corazzieri che, con le loro pesanti armature (e le pesantissime motociclette) viaggiano sempre molto vicino al Presidente per motivi di sicurezza. Ciò nonostante le quattro Flaminia sono ancora oggi in splendida forma e sono state insignite della Targa Oro Asi, il massimo riconoscimento per le auto d’epoca, che ne attesta la perfetta originalità e l’ottimo stato di conservazione.

La Targa Oro è stata assegnata alle quattro Flaminia 335 in occasione del restauro avvenuto nel 2001 a cura di Fiat Auto che le ha riconsegnate all’Autoparco del Palazzo del Quirinale in perfetta efficienza e pronte ad essere usate in qualunque momento. Il presidente Ciampi decise di tenerne due al Quirinale e donare gli altri due esemplari ad altrettanti musei italiani. Infatti la Belfiore e la Belvedere sono ancora oggi custodite al Quirinale mentre la Belmonte è esposta al Museo Nazionale dell’Automobile “Giovanni Agnelli” di Torino e la Belsito si può ammirare al Museo Storico della Motorizzazione Militare di Roma in compagnia delle altre macchine dei presidenti della Repubblica italiana.