La lettera sfida della CISL ai politici casertani: “È giunta l’ora delle responsabilità su di un territorio allo sbando”. Tutti i numeri della crisi

La campagna elettorale è ormai alle nostre spalle; i problemi del territorio casertano, sono invece tutti ancora davanti a noi e reclamano risposte e soluzioni non più rinviabili.

Ci congratuliamo con tutti i consiglieri regionali eletti in provincia di Caserta, ma intanto vogliamo anche dire  loro che è il momento di mettersi pancia a terra per dare risposte e soluzioni non più rinviabili a questi problemi.

Se non ci si mette subito al lavoro, ognuno nel proprio ruolo, facendo squadra per risolvere i problemi del territorio il rischio forte è che la crisi economica di questa provincia, sempre più grave e ulteriormente aggravata dal COVID, si traduca in crisi sociale con l’esplosione di proteste causate dalla disoccupazione crescente e dalla crescita della povertà, sia assoluta che relativa.

I seguenti dati ISTAT sul tasso di disoccupazione forniscono un’idea chiara sul terremoto economico e occupazionale che ha colpito la provincia di Caserta.

Tasso di disoccupazione Provincia di Caserta

Totale maschi + femmine

2019

15/24 46

15/29 39,3

25/34 25,8

15/over 18,4

35/over 13,5

Maschile

15/24 42,5

15/29 33,3

25/34 20,0

15/over 15,6

35/over 12,0

Femminile

15/24 52,1

15/29 46,8

25/34 33,4

15/over 23,0

35/over 16,4

Si tratta, come si vede, di dati che fotografano una situazione drammatica ai quali si devono sommare le migliaia di persone, specie i giovani e le donne, che hanno perso ogni fiducia e che neanche si iscrivono più ai Centri per l’impiego, i cosiddetti inattivi.

Su questa situazione di crisi già gravissima dello scorso anno si è aggiunto il COVID, che vede ulteriori cadute occupazionali specie nei settori del commercio e del turismo e un aumento esponenziale del ricorso alla Cassa integrazione.

Lo scenario che si profila è che, cessata la disposizione anti-licenziamenti e il ricorso agli ammortizzatori sociali, si assista già nelle prossime settimane ad una vera e propria epidemia da disoccupazione.

In questa situazione non è difficile prevedere che la crisi economica possa rapidamente trasformarsi in crisi sociale, con l’esplodere di proteste che trovano sempre qualcuno disposto a soffiare sul fuoco.

La situazione economico-sociale dei territori, a partire da quello casertano rischia quindi di diventare esplosiva.

La CISL vuole sapere se, archiviata la campagna elettorale, si ritiene di mettere finalmente mano al completamento delle infrastrutture, a partire dal Policlinico, ormai indifferibile anche tenendo conto dell’emergenza sanitaria non affatto conclusa e anzi purtroppo in ripresa, specialmente in Campania.

Ormai è tempo di finirla con le pastoie burocratiche e il rimpallo delle responsabilità. Caserta non può più attendere la realizzazione di un’opera importante per il diritto alla salute dei cittadini, per lo sviluppo della ricerca, per il completamento e la qualificazione dell’Ateneo.

Parimenti l’Interporto Marcianise-Maddaloni, che deve finalmente essere messa nella condizione di espletare la propria funzione di struttura intermodale, atteso che oggi le grandi movimentazioni di merci avvengono via mare e che l’Interporto rappresenta la naturale area retro portuale di Napoli a pochi chilometri dal porto partenopeo.

Ma unitamente alle infrastrutture materiali, il territorio casertano ha urgente necessità di infrastrutture immateriali: la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, lo sviluppo della banda larga e della connettività indispensabili non solo per attrarre investimenti produttivi.

Ma anche per le famiglie, considerando che buona parte dello stesso anno scolastico si svolgerà con didattica a distanza, così come è prevedibile uno sviluppo del telelavoro e dello smart working.

Va difeso l’apparato produttivo, specie nei settori strategici del materferro in cui opera TFA (ex FIREMA); delle telecomunicazioni con JABIL; degli elettrodomestici con WHIRPOOL.

La CISL di Caserta è impegnata a garantire il rispetto degli accordi sottoscritti in sede ministeriale per queste realtà decisive per il territorio, unitamente ad altri settori industriali come quello chimico e per il sostegno alle piccole e piccolissime imprese che costituiscono una parte importante del sistema produttivo alla cui crisi, come a quelle commerciali e turistiche, si è aggiunta una vera e propria falcidie in questa emergenza sanitaria.

Altro asset decisivo per il territorio casertano quello del turismo, a partire da quello balneare su una costa lunga 40 chilometri che fa da naturale cerniera tra il litorale flegreo e quello del basso Lazio, attualmente largamente inutilizzato, a causa di un degrado ambientale e sociale che va fortemente contrastato.

La CISL su questo versante è impegnata affinchè il Masterplan domitio non resti solo sulla carta e sull’album tristemente ricco delle occasioni mancate, ma veda la realizzazione di una grande bonifica delle aree costiere e di quelle retrostanti per sviluppare insieme turismo marino, turismo culturale, produzioni agricole e agriturismo.

Per quanto riguarda la sanità, l’emergenza ha segnalato l’importanza della medicina di territorio, dai medici di base ai presidi sanitari alle RSA all’assistenza domiciliare. Settori decisivi per contrastare il ricorso continuo all’ospedalizzazione che invece deve essere sempre più specialistica e non un surrogato della carenza di strutture territoriali.

Così come si pone con decisione il problema del superamento delle varie forme di precariato attraverso la stabilizzazione di persone che hanno raggiunto livelli importanti di esperienza e specializzazione e che negli anni hanno largamente contributo al mantenimento delle strutture e alla loro operatività.

Di fronte alla gravità e complessità di questi problemi e delle soluzioni che occorrono la politica da sola non ce la fa; non basta un “super-governatore” ma occorre un impegno collettivo, un rapporto forte tra istituzioni, forze politiche, forze sociali, forze imprenditoriali.

La CISL è pronta a fare la sua parte; occorre che tutti facciano la loro. E anche presto perchè il tempo scarseggia.