La libertà è il potere di fare ciò che è bene, non ciò che piace

Luciano De Crescenzo
Luciano De Crescenzo

Nella situazione attuale molte delle libertà personali stanno subendo molteplici  limitazioni, in particolar modo la libertà di circolazione. Ma davvero ogni individuo può subire tale restrizione?

Innanzi tutto è necessario ricordare come le limitazioni alle nostre libertà possano essere adottate con due tipologie di atti: il decreto legge, un atto del governo il quale deve essere promulgato dal Presidente della Repubblica ed il DPCM ovvero un decreto emanato esclusivamente Presidente del Consiglio dei Ministri. In particolare l’articolo 16 della costituzione italiana afferma che: “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”.

Senza alcuna interpretazione, è possibile estrapolare direttamente dall’articolo come nonostante la libertà di circolazione sia una delle libertà fondamentali dell’individuo,  questa può essere limitata in caso di necessità legata alla salute o sicurezza pubblica.

Facendo un passo indietro, è necessario annoverare il grande filoso napoletano Luciano De Crescenzo. Egli all’interno di uno dei suoi film più noti “Così parlò Bellavista” tratta a lungo il tema della libertà, ed in particolare il concetto che descrive la differenza tra “uomini d’amore” e “uomini di libertà, “a seconda se preferiscono vivere abbracciati l’uno con l’altro, oppure preferiscono vivere da soli per non essere scocciati.” Ed ampliando tale teoria, si giunge ai popoli d’amore e popoli di libertà. I popoli d’amore, come ad esempio i napoletani, non hanno bisogno di spazio, fosse per loro vivrebbero sempre abbracciati l’uno con l’altro. I popoli di libertà, come i milanesi, invece, hanno bisogno dei propri spazi e di essere lasciati in pace.

Riflettendo sulle condizioni attuali, la netta separazione descritta da De Crescenzo appare essersi attenuata. La penisola intera soffre l’isolamento impostaci e tutti rimpiangono la mancanza di calore umano, perfino i “popoli” o gli “uomini” descritta dal filosofo.

Del resto egli stesso faceva pronunciare ad uno dei personaggi presenti all’interno del film sopracitato la seguente frase: “Siamo angeli con un’ala soltanto, e possiamo volare solo restando abbracciati”.