La Madre, un’eterna poesia d’amore

La mamma è sempre la mamma diceva Seneca (Vittorio De Sica) a Nerone (Alberto Sordi) nel film Mio figlio Nerone del 1956 ed è vero, specialmente quando domenica tutti abbracceremo le nostre madri!

La figura materna, infatti, è quella che, come una fata, rende tutto più bello ed appiana le situazioni spinose. Questo perché, se mamma deriva dalle prime sillabe che, sin dall’antichità, tutti i neonati pronunciano, madre, invece, discende da una radice sanscrita MÂ- che significa ordinare quindi colei che ordina e organizza il focolare domestico.

Ecco spiegato il motivo per cui è stata anche divinizzata dagli antichi popoli del Mediterraneo nella figura della Grande Madre, di Rea (che salvò Zeus dal padre Crono) o di Demetra (che cercò la figlia rapita da Plutone); legate alla maternità pure le antiche statue di Mater Matuta presenti nei nostri musei.

Simbolo della sua festa, invece, è Maria, la Madre di Gesù, che rappresenta l’amore infinito dinanzi alla sofferenza del Figlio. È stata, infine, il soggetto di opere d’arte, come il quadro Mother and Child di Sir Frederick Leighton del 1865 al Blackburn Museum and Art Gallery, o di capolavori della letteratura mondiale.

Marino Moretti, il poeta di Cesenatico fu giornalista del Corriere della Sera. Firmò il manifesto antifascista di Benedetto Croce e per protesta non ritirò il premio della fascista Accademia d’Italia. La sua produzione, pascoliana e crepuscolare, si incentrava sul compatimento degli umili romagnoli e sulla nascita di una coscienza morale.

Fu premiato dall’Accademia dei Lincei nel 1952, insignito del Premio Napoli nel 1955 e del Viareggio nel 1959. Fu uno scrittore prolifico, i cui lavori sono stati raccolti nell’edizione Mondadori del 1991.

Mamma, la parola più bella

Alla figura materna il poeta ha dedicato la poesia qui presente intitolata La parola più bella e due opere Mia madre (1923) e Il romanzo della mamma (1924):

Per la tua festa dolce mamma
ho raccolto i fiori più belli del nostro giardino
ho colorato il disegno più speciale
ho cercato tra i ricordi la storia più bella.
Tutto questo per fartene dono,
anche se, il fiore più bello, i colori più accesi,
e la storia più speciale nella mia vita,
sei tu, mamma!
Auguri, è la tua festa!

A livello stilistico il componimento è a ring composition o composizione ad anello (festa v. 1- festa v. 10); sono presenti anafore (mamma, storia, festa), antonomasie (il fiore più bello, i colori più accesi e la storia più speciale), apostrofe (mamma!), climax, iperboli, metafore (fiore, colori e storia) e poliptoti (i fiori/il fiore; ho colorato/colori).

Leggendo la poesia si percepisce subito l’euforia affettiva nei riguardi della figura materna che trapela dai versi gioiosi e dall’ enfasi enumerativa utilizzata per elogiare la propria madre: i fiori, i disegni ed i ricordi si amalgamano in una giostra di dolci emozioni che apparentemente sembrano soddisfare il poeta.

Alla fine, invece, capovolgendo, come un gioco fanciullesco, quello che aveva pronunciato, il Moretti si rende conto che qualsiasi gesto è nullo per rendere omaggio alla propria madre perché la sua benefica presenza è insita in ogni realtà esistenziale.

Anche io voglio, quindi, concludere, come il poeta, dicendo a tutte le Madri, specialmente quelle che la vita o il terribile Covid-19 hanno portato via:

Auguri Mamme, è la vostra festa!