La memoria del Leccio, ultima puntata del concorso #ReggiaContemporanea/#WoodenRenaissance

Ecco l’ultima puntata di presentazione dei tre progetti vincitori del I Concorso “Creazione Contemporanea & Museo Verde – Wooden Renaissance, a site-specific growth”. I progetti sono stati presentati dagli artisti durante la diretta social dell’ultimo appuntamento con Dialoghi con la Reggia di Caserta, dedicato ai linguaggi del contemporaneo.

I vincitori che si sono aggiudicati il contest realizzeranno, all’interno del Parco Reale, opere di creatività contemporanea con le alberature e i materiali legnosi già a terra o con gli alberi a rischio caduta per patologie di Quercus ilex del Complesso vanvitelliano.

Oggi vi presentiamo il progetto di Alice Padovani con l’opera “La memoria del leccio”. Queste le sue parole: “L’idea alla base di questo progetto è stata fin da subito quella di rendere tangibile una memoria condivisa, creando diverse oscillazioni di senso tra natura e cultura, uomo e albero, passato e presente, permettendo una visione molteplice.

Ho immaginato la storia, densa di eventi e di passaggi, di accadimenti futili o situazioni importanti, come fosse incrostata sulla superficie di un albero, testimone del tempo silenzioso e caparbio, suo malgrado.

Questa storia, dunque, avrà la forma di tanti piccoli oggetti di matrice umana e naturale, di artefatti e materia organica proveniente dal bosco, tutti incastonati come gemme preziose di memorie differenti sul fusto di un vecchio albero morto.

L’ispirazione visiva mi è arrivata in modo abbastanza casuale ricordandomi di un particolare uccello, un picchio, che in maniera davvero insolita, nell’intento di raccogliere e conservare i frutti e i semi che lo sfameranno per l’inverno a venire, li incastra nel tronco di un albero all’interno di piccoli buchi da lui realizzati.

Il risultato è un’opera di land art meravigliosa quanto inconsapevole: una sorta di scrigno naturale di ciò che deve essere conservato. Allo stesso modo, il tronco che andrò a lavorare sarà un luogo di permanenza e resistenza, una cassaforte per custodire un tempo umano e assieme naturale.”