La nave della legalità nel ricordo della strage di Capaci

La memoria e la coscienza antimafia arrivano con la nave della legalità, che attracca a Palermo nel giorno in cui il Paese celebra il 27esimo anniversario di una delle stragi più atroci della storia repubblicana. Dal ventre della nave sbarcano 1500 studenti che quel giorno non erano neppure nati, ma che oggi conoscono e diffondono la cultura della vita e del coraggio.

Li accolgono Maria Falcone, la sorella del giudice, e migliaia di studenti siciliani in una giornata che sembra di festa, anche se ricorda cinque morti di un’esplosione che ha dilaniato l’autostrada Capaci- Palermo e ha preso le vite del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Palloncini colorati si alzano nel cielo terso di Palermo, e le idee del più famoso giudice antimafia del mondo camminano sulle gambe di grandi e piccoli che sfilano in corteo fino all’aula bunker del carcere dell’Ucciardone per una cerimonia segnata quest’anno dalle polemiche politiche per chi partecipa e per chi sceglie di non esserci. Il capo dello Stato Mattarella ha ricordato come l’impegno di Falcone e di Borsellino non si sia interrotto, ma è stato assunto da altre persone. Il premier Conte ha deposto una corona d’alloro sul luogo dell’eccidio, dove oggi una lapide ricorda quelle vite sacrificate nel delirio stragista di Cosa Nostra, che voleva prendere la Sicilia e il Paese e ha lasciato dietro di sé una lunga scia di orrori e misteri che la giustizia italiana non ha ancora svelato nè condannato.