La neve nei versi di Ada Negri

La neve nei versi di Ada Negri

Ah la neve, romantica per i romantici, tragica per chi ci convive. Per coloro che non sono abituati a scenari innevati, dove di giorno ci si diverte con sci, slittini ed altro e la sera si vede fioccare dalla finestra, riscaldati da uno scoppiettante camino, tutto sembra magico. Ad altri, purtroppo, la neve sembra una dannazione, specialmente durante le bufere o le forti nevicate che bloccano tutto. Fatto sta che, come ben sapete, da anni si è dato il via al turismo invernale.

Nel casertano il Matese è il parco naturalistico che più soddisfa questa particolare passione dei gitanti. Escursionismo, ciaspolate, trekking fotografico, percorsi montani sono esperienze uniche anche nella stagione invernale. Sul sito www.parcoregionaledelmatese.it ci sono tante informazioni interessanti sulla storia del Matese, sulla fondazione del parco, sulle varie attività turistiche e sui prodotti locali. Sul sito, inoltre, se cliccate su Prenotamatese, potete leggere questo:

Prenotamatese.it è un sistema di prenotazione gratuito, realizzato dall’Ente Parco del Matese, per consentire la fruizione delle aree pubbliche del Parco in sicurezza, nel rispetto delle misure di distanziamento anticovid. Il sistema, consentirà di effettuare le prenotazioni anche presso ai luoghi aperti al pubblico gestiti direttamente da comuni, aziende ed i privati  che vorranno aderire a questa iniziativa. Visitando la sezione delle “Associazioni & Guide”, si avrà la possibilità di prenotare escursioni terrestri e lacustri, visite ai monumenti, ai paesi ed in generale alle bellezze del territorio. Nella sezione “B&B” e “Ristoranti”, inoltre, si potranno prenotare degustazioni e pranzi con i prodotti tipici del Matese. 

Passiamo ora alla poetessa ed alla poesia scelta per oggi.

Ada Negri, l’Accademica d’Italia

Raro è leggere di donne che tra l’Ottocento ed il Novecento siano riuscite a raggiungere mete così alte ed una di queste è Ada Negri, accademica d’Italia. Nata a Lodi nel febbraio del 1870 e morta nel 1945, di origini umili, padre vetturino spesso ubriaco e madre tessitrice, grazie alla nonna, custode in un palazzo nobiliare, conobbe ben presto l’alta società musicale e colta. Morto il padre quando ella era in tenera età e grazie a sacrifici lavorativi della madre, riuscì a diventare una maestra.

I suoi scritti apparvero sulla Fanfulla di Lodi, riuniti successivamente nella silloge Fatalità. Per i suoi meriti letterari, il ministro Zanardelli la promosse con la qualifica di docente di chiara fama e la fece trasferire a Milano; vincitrice del Premio Giannina Milli per la poesia nel 1894, la seconda raccolta Tempeste fu criticata da Luigi Pirandello per l’introduzione di temi politici e fu ironicamente detta la poetessa del Quarto Stato a causa della sua adesione al PSI.

Gravi delusioni coniugali e la morte di una figlia piccola le ispirarono componimenti esistenzialistici (Maternità,1904 e Dal Profondo, 1910). A Zurigo scrisse Esilio (1914), Le solitarie (1917) su tematiche femminili, Orazioni  (1918) su temi patriottici, Il libro di Mara (1919) e Stella mattutina (1921). Fu nominata due volte Premio Nobel per la Letteratura, vinse il Premio Mussolini (1931) e fu denominata la prima intellettuale fascista nonché prima donna dell’Accademia d’Italia.

La neve nei versi di Ada Negri

Cade la neve, tratta da Poesie, edite dalla Mondadori nel 1948, è molto profonda:

Sui campi e sulle strade;
silenziosa e lieve,
volteggiando la neve cade.
Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa
poi sul terren si posa stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo
indifferente il mondo tace.

I settenari e novenari a rima incrociata sembrano cadere piano piano al suolo, come i fiocchi descritti, nascondendo un significato più profondo. La gioia ed il divertimento sono apparenti in quanto prevalgono i verbi di stasi più che di movimento: cade, si posa stanca, dorme, tace ricordano la lentezza della fine, della morte, cui è indifferente il mondo.

La neve non è più un fenomeno naturalistico ma la personificazione di una donna, forse la stessa poetessa, che si diverte a danzare (volteggia, danza) ma alla fine cade esausta. Il mondo neanche se ne accorge; se inizialmente sembra divertirsi con essa, alla fine la dimentica e continua indifferente la sua vita.

Ecco, allora, la grandezza di Ada Negri che, partendo dalla natura circostante, descrive il mondo che la circonda, con i suoi atteggiamenti, spesso, davvero molto incoerenti.