La nostra libertà termina dove inizia quella dell’altro individuo, è una questione di rispetto

La nostra libertà termina dove inizia quella dell'altro individuo, è una questione di rispetto

Se pensiamo di essere parte integrante di un contesto sociale coeso, dobbiamo dimostrare di volergli realmente bene e, quindi, di rispettarlo. Ovviamente, il riferimento è al problema Corona Virus e a quanto illustri Medici hanno evidenziato al fine di cercare di limitarne gli effetti negativi e la sua propagazione.

Essi, in modo ripetitivo ma chiaro, hanno più volte fatto riferimento alla limitazione della circolazione individuale, al fine di evitare la progressione esponenziale del contagio. Quell’invito, rivolto a tutti ed in maniera pressante, al fine di limitarsi ad uscire di casa solo per effettiva necessità, ha un senso.

Difatti, non essendo nota la natura del virus, si cerca di limitarne la diffusione con l’unico strumento che, al momento, abbiamo: quello di circoscriverlo anche a livello individuale, limitando i nostri spostamenti proprio al fine di evitare di entrare in contatto improprio con persone che potrebbero, a loro insaputa, essere veicolo di contagio.

Isolarsi temporaneamente non significa ripudiare il mondo, le relazioni sociali e tutto ciò che stimola la nostra voglia di fare, coinvolgendo gli altri.

Siamo esseri “sociali” e sentiamo tutti l’esigenza di comunicare anche fisicamente, con la parola, con i gesti. Isolarci temporaneamente significa però in questo contesto temporale, rispondere ad un semplice dovere civico:quello di garantire il rispetto della propria e dell’altrui salute.

E’ evidente che la maturità di una società passa anche attraverso la sua capacità di osservare scelte temporaneamente dolorose. Ma il rispetto delle regole, mai come in questo caso, e’ l’unico strumento utile a garantire la salute, anche intesa come bene pubblico.

Senza dimenticare che, soprattutto al Sud, purtroppo, non siamo attrezzati, dal punto di vista sanitario,per garantire la pur dovuta assistenza ospedaliera a tutti in caso di bisogno.

Se realmente vogliamo il bene dei nostri figli, familiari ed, alla fine, di noi stessi, limitiamo i nostri spostamenti all’essenziale.

Non e’ in gioco la libertà personale. Certo, temporaneamente, essa e’ indubbiamente limitata, però’ è  in gioco qualcosa che non ha prezzo: la Vita, nostra e di chi ci e’ caro.