La nuova canzone di Michele Papale è dedicata alla città di Caserta

La nuova canzone di Michele Papale è dedicata alla città di Caserta
Michele Papale

Dal 4 dicembre si potrà ascoltare il nuovo brano del cantautore casertano. Lo ha annunciato Michele Papale sulla sua pagina facebook, invitando tutti gli amici ad andare sul suo canale You Tube, dove troveranno La mia città. Michele ci si è dedicato negli ultimi mesi, in cui ha concentrato l’ispirazione proprio in questo periodo forzato di pausa da eventi e concerti dal vero. Non è facile per un musicista rimanere distante dal suo pubblico, ma Michele ha dimostrato che la vera arte si nutre anche dei momenti più ostili per trarre messaggi positivi.

Per chi già conosce la musica di Michele Papale, ritroverà il suo stile inconfondibile, capace di trasformare con estrema naturalezza pensieri e atmosfere in note e parole che rapiscono sempre con la loro delicatezza e schiettezza in un piacevole e carezzevole ritmo.

Alla base della nuova canzone c’era un’idea: Michele infatti, aveva proposto ai suoi colleghi casertani di creare insieme il testo di un  brano che descrivesse la città di Caserta, per poi cantarlo tutti insieme in un video. Immaginava non solo un tributo alla città, ma un messaggio da mandare, unendo le forze, che potesse inondare di nuova luce le  zone più spente di Caserta, laddove esistono talenti senza opportunità o mancano stagioni, da inventare magari con rassegne musicali.

Insomma, La mia città parla di ciò per cui è già conosciuta Caserta, ma anche di una ricerca di una Caserta ancora tutta da scoprire e da inventare. A volte, quando si ha tanta bellezza costantemente sotto agli occhi si rischia di non accorgersi più della ricchezza che si possiede, si rischia di non stupirsi più del meraviglioso che c’è da difendere. Tutto questo Michele riesce ad esprimerlo in un tono estremamente equilibrato che non sfocia né nel retorico né nello stucchevole: c’è sempre un lirismo assoluto nei suoi brani che lo confermano coerente, autentico e uguale solo a sé stesso.

Il brano La mia città nasce così completo grazie anche a Adriano Guarino, musicista, compositore e arrangiatore. Ha collaborato con i più grandi della musica Italiana ed Internazionale tra cui: Paul Gilbert, Alain Caron, Keith Emerson, Alan Parson, Gino Paoli, Giorgia, James Senese, Nino Buonocore, Gianni Bella, Marco Ferradini, Toto Cotugno, Gigliola Cinquetti, Massimo Ranieri, Patty Pravo. Attualmente suona e collabora con Peppino Di Capri.

Gerry Marcello
Gerry Marcello

Il film-maker del video è Gerry Marcello, noto artista (pittore, fotografo, batterista, viaggiatore). La fotografia di Gerry rimanda un po’ alla storia dei viaggi di Gulliver, in cui ricordiamo come il protagonista si ritrovava gigante al cospetto degli omini lillipuziani e gnomo rispetto ai giganti. Infatti la fotografia di Gerry Marcello riesce a creare differenze di scala e  di prospettiva: coglie l’immensità nei piccoli particolari e abbraccia in uno sguardo la vastità degli spazi aperti sempre attraverso una narrazione per immagini altamente coinvolgente, raggiungendo una qualità tecnica con grande disinvoltura. La sua sensibilità, viaggiando sulle stesse onde di quella del cantautore, gli ha reso possibile immedesimarsi nel testo e nella musica, per riuscire in pochi minuti a creare un video che sintetizza magistralmente i pieni e i vuoti della città di Caserta.

Per lui ascoltare il brano è stato come quando da bambino mentre gli raccontavano le favole immaginava le scene in mille sfumature di colori.

I tre piani narrativi, musicale, lessicale e visivo si intrecciano dunque in perfetta sintonia, lasciando all’ascoltatore la possibilità di aggiungere il proprio punto di vista e la sua narrazione personale, derivata da un’esperienza diretta sia se cittadino casertano sia se turista di passaggio.

Adriano Guarino
Adriano Guarino

Come si legge ne Le città invisibili di Italo Calvino,  La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole… D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda… Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.

Ancora una volta Michele Papale è riuscito a distanza di due anni dal suo ultimo brano Manchi già ad entrare nel vivo di un sentimento condiviso.