La parata dei sindaci a Roma. Carlo Marino, presidente Anci Campania con i sindaci della regione

Anci in piazza per la dignità dei Sindaci, presentate sei richieste a Draghi.

«Ci ritroviamo indagati qualunque cosa accada nei nostri comuni per il solo fatto di essere sindaci. Non vogliamo l’immunità, non vogliamo l’impunità, vogliamo essere giudicati per quelle che sono le responsabilità di un sindaco.

Ma le responsabilità vanno circoscritte, non si può essere responsabili di qualunque cosa. Negli anni si rischia di non trovare più candidati a sindaco, soprattutto nei comuni più piccoli. Sono andato stamattina a Palazzo Chigi, e ho trovato una grande disponibilità da parte del presidente Draghi. Conviene anche lui con noi sul fatto di modificare l’ordinamento giuridico».

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro parla a 600 sindaci alla manifestazione dell’Anci a Roma in piazza Santissimi Apostoli. Quella sulla responsabilità e la dignità dei sindaci non è l’unica richiesta.

«Tutti si possono candidare tranne i sindaci, senza dimettersi sei mesi prima; sembra una forma di razzismo istituzionale o qualcuno ha paura del consenso dei sindaci. Non devono averne paura, devono permetterci, come avviene per le altre figure istituzionali, di candidarci». E nel documento consegnato a Mario Draghi ci sono in totale, nero su bianco, sei richieste.

1) La possibilità per i sindaci sopra i 20 mila abitanti di candidarsi in Parlamento, così come avviene per i Presidenti di Regione, esercitando successivamente il legittimo diritto di opzione.

2) La possibilità per i sindaci sino a 5 mila abitanti di fare più mandati e sino a 15 mila abitanti di farne tre. Decideranno gli elettori/cittadini se quel sindaco ha fatto bene o male, come in ogni democrazia matura.

3) Ai sindaci va applicato il medesimo regime sanzionatorio applicato agli altri organi elettivi e di governo in caso di procedimenti penali.

4) Ai sindaci va applicato uno status giuridico ed economico proporzionato alle responsabilità e alle funzioni.

5) Un intervento sui poteri di ordinanza sindacale, ai sensi degli articoli 50 e 54 del TUEL che delimiti la responsabilità, ai soli casi specificamente previsti dalla legge, di esercizio o mancato esercizio del relativo potere.

6) Una precisa definizione che qualifichi l’attività di indirizzo politico e l’attività di gestione amministrativa.

«Noi sindaci abbiamo a cuore le nostre città e vorremmo lavorare in un clima di maggiore serenità. Non chiediamo l’immunità o scudi penali ma la giusta proporzione in merito alle nostre responsabilità», dice il presidente di Anci Campania, Carlo Marino, in piazza insieme a una foltissima delegazione di sindaci della Campania.

«Le nostre richieste – aggiunge Marino – riguardano maggiori tutele e rispetto del nostro lavoro. Occorre infine prendere atto di come in questi anni i nostri compiti siano cresciuti esponenzialmente mentre le risorse, sia umane che finanziare, si sono drasticamente ridotte.

Il tutto in un quadro di regole complesso, confuso e contraddittorio. Per questo ora ci attendiamo da Governo e Parlamento un’iniziativa vera e decisa».
Fonte www.ancicampania.it

“Siamo venuti a Roma per costituirci”! dice Vito Marotta, sindaco di San Nicola la Strada.

Non cerchiamo l’immunità e non vogliamo l’impunità, ma chiediamo di conoscere i confini precisi delle nostre responsabilità. 

I nostri compiti sono cresciuti in modo esponenziale in un contesto di riduzione di risorse umane e finanziarie, e in un quadro di regole spesso confuso e contraddittorio. Così i Sindaci, nell’immaginario collettivo, sono i responsabili di tutto, al di là delle proprie effettive competenze.

Al Consiglio Nazionale dell’Anci, oggi, abbiamo approvato un documento con sei proposte chiare e lavoriamo affinché le stesse vengano accolte dal Governo e dal Parlamento”.

#dignitàperisindaci