La paura per il Coronavirus scatena la corsa all’oro. Il “bene rifugio” impenna sui mercati finanziari

La paura per il Coronavirus scatena la corsa all’oro e le quotazioni del lingotto salgono ai massimi degli ultimi 7 anni nella loro denominazione in dollari. E oggi l’avvio di giornata ha fatto registrare un ulteriore rialzo dello 0,42% con il metallo che schizza ad oltre  $1.688 l’oncia, in netta controtendenza rispetto al petrolio che invece si è inabissato.

Il processo è iniziato già da mesi ma il caos è esploso nel momento in cui i casi di Coronavirus sono aumentati a dismisura fuori dalla Cina e gli investitori hanno dato il via a una vera e propria corsa ai beni rifugio.

Performance stupefacenti che vedono il prezzo dell’oro mettere a segno progressioni superiori ai 2 punti percentuali riuscendo a risalire i livelli osservati a febbraio del 2013.

Assieme alla quotazione dell’oro hanno intrapreso la via del rialzo anche gli altri beni rifugio. Tra questi il dollaro statunitense, che si è rafforzato contro le sue colleghe principali.

E mentre il prezzo dell’oro ringrazia il Coronavirus con previsioni di $1.700 in vista, gli esperti indagano sugli effetti negativi che un simile trend potrebbe arrecare ai piccoli operatori del settore, con frenate degli acquisti che condannerebbero soprattutto il comparto della vendita al dettaglio.