La poetica bellezza del foliage

La poetica bellezza del foliage

Il foliage è un’attrattiva turistica molto nota in diverse regioni. Ogni anno sia le agenzie turistiche sia i naturalisti propongono passeggiate in natura per ammirare le diverse tonalità cromatiche dell’autunno. Anche per questo 2022 c’è un programma ricco di appuntamenti. Purtroppo, secondo i siti specializzati, le mete che sono interessate a questo fenomeno arrivano fino al Lazio, come se al Sud non ci fossero boschi. Ecco perché ho deciso di inserire un elenco dei luoghi della nostra Regione dove poterlo ammirare.

Tra le mete più gettonate c’è il Bosco di Capodimonte, il Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro a Benevento, i magnifici scenari dei Campi Lattari, la Valle delle Ferriere ad Amalfi, l’Oasi del fiume Alento nel Salernitano. E nel Casertano? Beh, il nostro territorio è ricco di boschi dove passeggiare liberamente e oasi specializzate dove poter ammirare l’arrivo dell’autunno: l’Oasi WWF Bosco di San Silvestro, il Parco Regionale del Matese ed il Parco con annesso giardino della Reggia di Caserta. Passiamo allora alla poesia

Antonio Machado, il poeta del colore

Antonio Machado nato a Siviglia nel 1875 e morto nel 1939, fu uno dei più importanti esponenti della generazione del ’98. Introdotto ben presto in circoli letterari e teatrali, conobbe Oscar Wilde e viaggiò a Parigi. La sua prima silloge fu Soledades del 1903. Insegnante, si oppose alla dittatura di Primo De Rivera, pubblicando la seconda silloge nel 1924 Nuevas canciones.

Nel 1927 fece parte della Real Academia Espanola de la Lengua mentre divenne massone nel 1930. In seguito alla guerra civile, a piedi con la famiglia, fuggì in Francia e durante il tragitto dovette abbandonare una valigia colma dei suoi versi ancora non stampati. Morì poco dopo. La sua poetica, fatta di un linguaggio semplice, è basata sull’introversione e sul decadentismo, come la poesia che leggeremo oggi.

Il Settembre di Antonio Machado

Ho scelto questa bellissima poesia di Antonio Machado Settembre per parlare del foliage:

Settembre di Antonio Machado

Verdi giardinetti,
chiare piazzole,
fonte verdognola
dove l’acqua sogna,
dove l’acqua muta
finisce sulla pietra.


Le foglie d’un verde
vizzo, quasi nere
dell’acacia, il vento
di settembre le bacia,
e alcune si porta via
gialle, secche,
giocando, tra la bianca
polvere della terra.

La poesia è molto cromatica, con la descrizione di elementi naturali basata sui colori: verdi giardinetti, chiare piazzole, fonte verdognola, le foglie d’un verde vizzo, quasi nere dell’acacia, gialle, secche, la bianca polvere. Questa scelta si fonda sul voler dare una descrizione realistica della natura circostante durante il periodo autunnale, sebbene velata da una rilevante malinconia.

L’acqua, elemento antropizzato, è dapprima una sognatrice ma subito l’impatto con la realtà, in questo caso rappresentata dalla pietra, la rende muta, incapace di dialogare o esprimere i propri sogni o idee. Il riferimento è al momento drammatico della guerra civile spagnola, dove anche agli intellettuali fu messo il bavaglio. L’immagine finale, invece, delle foglie fatte volare via dal vento giocoso è un riferimento a diversi poeti, che hanno sempre visto nel cambiamento cromatico e nel cadere lo sfiorire della giovinezza e la morte corporale.

Così la bianca polvere della terra diventa il sepolcro di queste foglie che sono fiorite gioiosamente in primavera; simili all’uomo, dopo aver vissuto, tornano alla Madre Terra. Tutto è natura in questa poesia, i giardinetti, la fonte, l’acqua ed il vento in un quadretto idilliaco inserito durante il foliage, bello è fugace, proprio come l’esistenza di noi esseri umani.