La poliedrica Martina Galletta affascina i partecipanti del nono incontro di “Bevendo si legge meglio”

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La dimora degli Dei“, primo romanzo dell’esordiente scrittrice milanese Martina Galletta, ha suscitato grande curiosità tra i partecipanti al nono appuntamento del format “Bevendo si legge meglio“, ideato da Donato Tartaglione, tenutosi sabato sera presso la sede della Pro Loco Real Sito di San Leucio.

Il romanzo, nato durante la pandemia, è il frutto di approfondimenti storici sul periodo della Seconda Guerra Mondiale (ma non solo) e di testimonianze, tra cui quella della nonna dell’autrice.

Bruno-Cristillo-Fotografo
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Terrazza Leuciana
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Martina Galletta, nata attrice, ha dimostrato il suo talento poliedrico passando dal teatro al cinema e approdando poi in televisione, senza trascurare la musica, che compone per le scene.

Inoltre, Martina Galletta suona anche il pianoforte e la fisarmonica.

La dimora degli Dei

“La dimora degli Dei” è un romanzo che si svolge durante l’epoca nazista nel 1938: una giovane ragazza, mentalmente libera ma prigioniera delle convenzioni di una società ricca e legata ai conformismi, è costretta a sposare un membro del partito nazionalsocialista perché figlia di un ricco industriale austriaco.

Il matrimonio si colloca in un contesto politico di notevole rilevanza, poiché la Germania ha annesso l’Austria, e quindi il matrimonio suggella anche questa unione. Naturalmente, Britta non prova amore per il suo futuro sposo e sogna un futuro diverso per sé stessa.

Donato Tartaglione e Martina Galletta
Donato Tartaglione e Martina Galletta

Durante una improvvisa nevicata, i protagonisti sono costretti a fermarsi in un lussuoso hotel al confine tra Austria, Germania e Svizzera, e qui si svolgono eventi, emozioni e colpi di scena.

Il romanzo può essere definito un giallo, seguendo le orme dei geniali romanzi di Agatha Christie, in cui tutti i protagonisti si trovano, loro malgrado, coinvolti in situazioni delicate che mettono in luce i loro lati più oscuri.

La lettura scorre velocemente, e l’autrice stessa ha letto un breve passaggio, mettendo l’accento sull’aspetto teatrale più che su quello letterario del testo, facendone immaginare le sfumature e i colori principali, come se fosse un dipinto dai toni caldi.

Britta, come ha dichiarato l’autrice, nasce in modo prorompente dall’idea di romanzo di Martina Galletta: lei ha scelto il suo nome e la storia da raccontare, in un mondo in cui, alla fine, è sempre il sogno a trionfare.

Sarraccussì

La serata è stata allietata dal gruppo musicale “Sarraccussì”, composto da Ernesto Orecchio alla chitarra, Donato Tartaglione al contrabbasso e Pina Valentino alle percussioni.

I musicisti hanno eseguito alcune canzoni, tra cui due composte dal chitarrista: “Alba senza Dio“, ispirata alla situazione di prigionia, e “Via San Gennaro, n°18“, e hanno dedicato un ricordo speciale a Enzo Gragnaniello con “Vaseme“.

Sarraccussì

La musica d’autore, coinvolgente dal punto di vista ritmico, si è sposata perfettamente con un libro altrettanto di spessore, la cui presentazione è stata ben organizzata e strutturata.

Gli interventi del pubblico sono stati interessanti e pertinenti, provenienti da artisti presenti in sala, come scrittori, pittori e musicisti, i quali hanno concordato sul fatto che l’ispirazione, in qualsiasi forma d’arte, arriva inaspettatamente e decide come muoversi attraverso la penna, il pennello o le note.