La polizia municipale chiude il parcheggio dell’ospedale, continua il braccio di ferro tra le parti

E’ una diatriba che non sembra destinata a concludersi presto quella riguardante il parcheggio adiacente l’ospedale di Caserta. Continua infatti il braccio di ferro tra la Cooperativa Progetto 2000, che aveva in gestione l’area, e il Comune di Caserta, che dopo circa vent’anni ha deciso a fine agosto scorso di non concedere la proroga per la gestione della struttura, ordinandone la chiusura.

Da quel momento il parcheggio è rimasto chiuso per quasi sei mesi: fino a lunedì mattina, quando i dipendenti della “Progetto 2000”, ormai da tempo senza stipendio, hanno deciso improvvisamente di riaprire l’area. Per 48 ore tutto pareva andare liscio, ma come era preventivabile questa mattina la polizia municipale di Caserta si è recata sul posto e ha ordinato nuovamente la chiusura del parcheggio: in particolare sono state posizionate delle barriere per evitare l’ingresso di altre auto, in attesa che quelle che erano già entrate abbandonassero l’area.

Tra la cooperativa che gestiva il parcheggio e l’amministrazione comunale è in atto, oramai dall’estate scorsa, una vera e propria guerra legale che va nuovamente raccontata per permettere a chi ci legge di avere un quadro “chiaro” della situazione: dopo la chiusura dell’area disposta dal Comune per alcune irregolarità che si protraevano da diverso tempo, la cooperativa ha impugnato il provvedimento e si è rivolta al Tar, che ad ottobre 2017 si è espresso dando ragione alla Progetto 2000.

Nonostante ciò però l’amministrazione comunale è andata avanti per la sua strada, approvando il progetto relativo ad un nuovo parcheggio che dovrebbe sorgere nella zona nei prossimi anni e rivolgendosi al Consiglio di Stato per tentare di ribaltare la decisione del Tar.

Il risultato è stato il caos completo: i lavoratori e i soci della cooperativa presumibilmente avrebbero voluto incontrare il sindaco Marino o un altro rappresentante dell’amministrazione comunale per tentare di trovare un compromesso, quantomeno temporaneo, in attesa del parere del Consiglio di Stato, ma ad oggi non c’è stato alcun dialogo e tra le parti, ognuna convinta di avere ragione, continua ad esserci il gelo.