La presentazione del libro “Giacomo Matteotti. L’Italia Migliore” il 23 maggio a Marcianise

SANCARLO50-700
SANCARLO50-700
previous arrow
next arrow

Presso il Palazzo Tartaglione, in via Tartaglione 8 a Marcianise, giovedì 23 maggio alle ore 18.00 si terrà la presentazione del libro “Giacomo Matteotti. L’Italia Migliore” di Federico Fornaro della Wood & Stein Editori.

Questa iniziativa fa parte del programma promosso dall’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Antonio Trombetta, e della campagna nazionale per la lettura. Tale campagna, avviata nel lontano 2011 dal Centro per il Libro e la Lettura, è diventata un appuntamento irrinunciabile, arrivando quest’anno alla sua quattordicesima edizione.

Bruno-Cristillo-Fotografo
Terrazza Leuciana
Bruno-Cristillo-Fotografo
previous arrow
next arrow

Durante la presentazione dialogheranno con l’autore il giornalista Alessandro Tartaglione e il professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università del Molise, Giovanni Cerchia.

L’autore

Federico Fornaro, saggista e politico, è stato presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea «Carlo Gilardenghi» (Isral). Fra le sue pubblicazioni: Giuseppe Romita. L’autonomia e la battaglia per la Repubblica (1996), Giuseppe Saragat (2003), L’anomalia riformista. Le occasioni perdute della sinistra italiana (2008), Aria di libertà. Storia di un partigiano bambino (2008), Pierina la staffetta dei ribelli (2013), Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi (2016) e Elettori ed eletti. Maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia (2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato 2 giugno 1946. Storia di un referendum (2021) e Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922) (2022). È stato Senatore della Repubblica e attualmente è membro della Camera dei Deputati.

Sinossi del libro

A cento anni dalla morte, in un contesto politico nel quale si fa sempre più strada, pericolosamente, una certa strisciante relativizzazione della dittatura fascista di Mussolini, Federico Fornaro scrive la biografia completa e aggiornata di un politico scomodo, dai suoi esordi nel Polesine fino al suo tragico epilogo, per analizzarne il pensiero e la statura morale, andando oltre la sterile celebrazione del martire. Ne esce un ritratto a tutto tondo, che in parte spiega questa sorta di «amnesia» che pare aver colto l’Italia per un secolo intero. Ogni città italiana dopo la guerra ha dedicato una via, un corso o una piazza, spesso centrale, a Giacomo Matteotti, deputato del Psi dal 1919 al 1922, e poi – poco prima della Marcia su Roma – segretario del Partito socialista unitario di Filippo Turati e Claudio Treves. Fin dagli esordi del fascismo, Matteotti fu considerato un nume tutelare dagli oppositori del regime, «perché non transigeva e perché aveva un coraggio che mancava a troppi altri», come scrisse il foglio clandestino «Non mollare» nel 1925, poco dopo il suo omicidio. Ma a dispetto dell’importanza della figura di Matteotti per la storia italiana, la sua memoria è ancora sostanzialmente legata solo al suo assassinio per mano dei fascisti e alle vicende politiche che ne seguirono. A parte la toponomastica, poco è stato tramandato nel nostro immaginario collettivo dell’uomo di pensiero e d’azione, del suo riformismo, della sua idea di politica, di giustizia sociale, di libertà e di avversione alla guerra. Giacomo Matteotti fu un attore di primissimo piano nella sinistra italiana di inizio Novecento, tanto che «il mito popolare di Matteotti, coltivato clandestinamente durante il ventennio fascista non solo dai fuoriusciti ma anche dalla gente comune, contribuì certamente al sorprendente risultato dei socialisti nelle elezioni per l’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946». L’Italia migliore si rispecchiava in lui e nel suo riformismo intransigente.